Contratto sanità
28 Luglio 2026Dopo l'ultima riunione Aran-sindacati, restano aperte alcune questioni prioritarie. L'Agenzia contesta le cifre sugli aumenti diffuse da alcune sigle. Il Coina: "Se si chiuderà su questo impianto, sarà un fallimento"

È atteso per il 29 luglio all'Aran il nuovo incontro per il rinnovo del Ccnl del comparto Sanità 2025-2027. La trattativa è entrata nella fase finale dopo l'ultima riunione del 22 luglio, durata oltre quattro ore, durante la quale le delegazioni hanno esaminato l'intero testo contrattuale, dalla parte normativa agli istituti economici. L'Aran parla di "progressi concreti e misurabili", ma riconosce che restano ancora aperte alcune questioni prioritarie che condizionano la chiusura definitiva del negoziato. Il primo nodo riguarda le risorse economiche e la loro distribuzione tra incremento dello stipendio tabellare, indennità e fondi accessori. Le organizzazioni sindacali chiedono un rafforzamento delle risorse, ritenendo l'impianto economico non sufficiente a compensare la perdita di potere d'acquisto accumulata negli ultimi anni. La discussione riguarda anche la distinzione tra le risorse effettivamente previste dal rinnovo contrattuale e quelle già stanziate da precedenti provvedimenti legislativi.
Sul fronte economico, nelle ultime ore si è aperto anche uno scontro sui numeri. L'Aran ha contestato le cifre diffuse da alcune organizzazioni sindacali sugli aumenti per gli infermieri, che oscillerebbero tra 130 e 240 euro medi mensili a seconda delle sigle. "Non corrispondono all'ipotesi contrattuale attualmente sul tavolo", ha precisato l'Agenzia, sottolineando che una comunicazione basata su dati verificabili è essenziale per la credibilità del negoziato. Proprio la trasparenza sugli importi è uno dei punti sollevati dal Coina, che alla vigilia dell'incontro del 29 luglio ha espresso una netta contrarietà all'impianto della trattativa. Il sindacato chiede un testo ufficiale completo e tabelle economiche chiare, distinguendo gli aumenti tabellari dalle indennità già previste per legge, dalle tredici mensilità e dalle risorse destinate soltanto ad alcuni profili professionali.
Tra gli aspetti al centro del confronto c'è poi la valorizzazione professionale. La trattativa riguarda gli incarichi, le progressioni economiche e l'incremento dell'incarico professionale di base. Il Coina contesta in particolare il rischio che l'istituzione e la graduazione degli incarichi siano realizzate nei limiti dei fondi già destinati a incarichi, progressioni economiche e indennità professionali, o che eventuali incrementi siano subordinati alle risorse disponibili nella contrattazione integrativa aziendale. Secondo il sindacato, questo meccanismo rischierebbe di legare le opportunità di carriera alla capacità economica delle singole aziende e dei territori.
Un altro capitolo riguarda l'organizzazione del lavoro e la disciplina degli istituti contrattuali. Sul tavolo ci sono la gestione dell'orario, le guardie, la pronta disponibilità e i riposi, oltre a una serie di correttivi su ferie e altri istituti. Tra gli elementi considerati positivi dal Coina figurano il riconoscimento di alcune indennità durante le ferie, l'equiparazione delle ferie dei neoassunti e una migliore disciplina di alcuni aspetti dell'orario di lavoro. Per il sindacato, tuttavia, questi interventi non sarebbero sufficienti a incidere sulle criticità legate a organici insufficienti, turni gravosi e crescente responsabilità professionale.
La valorizzazione delle professioni sanitarie è inoltre collegata alla richiesta di avviare un percorso verso un contratto dedicato. Il Coina ritiene che l'attuale comparto riunisca profili troppo differenti per formazione, autonomia, responsabilità e complessità delle funzioni e chiede un riconoscimento più specifico per infermieri, ostetriche, tecnici sanitari e gli altri professionisti della salute. L'Aran, intanto, ha rivendicato i progressi compiuti nel confronto e ha respinto anche la definizione della trattativa come "ennesima occasione persa", ricordando che le stesse organizzazioni sindacali avevano sottoscritto meno di dieci mesi fa il Ccnl 2022-2024. "Coerenza e continuità di valutazione sono prerequisiti di qualsiasi interlocuzione costruttiva", ha sottolineato l'Agenzia.
Anna Capasso
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