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Sanità privata

09 Gennaio 2026

Rinnovo contratti sanità privata e Rsa, Aisi chiede tempi certi e regole chiare

L’associazione richiama il calendario definito al ministero della Salute: entro il 15 gennaio il chiarimento sulle risorse 


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L’Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti (Aisi) sollecita tempi certi e regole chiare per il rinnovo dei contratti della sanità privata e delle Rsa, richiamando il calendario operativo emerso dall’incontro che si è svolto nei giorni scorsi al Ministero della Salute con Regioni, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali.

Secondo quanto riportato da Aisi, entro il 15 gennaio dovrebbero essere sciolte le principali riserve sulle risorse, mentre tra il 20 e il 22 gennaio è prevista una riunione conclusiva con le parti sociali per valutare l’apertura del tavolo negoziale.

“Questo passaggio rappresenta un’occasione concreta: portare a compimento i rinnovi significherebbe iniziare il 2026 con una scelta di responsabilità, rafforzando qualità, sicurezza e continuità dell’assistenza ai cittadini”, sottolinea l’associazione in una nota.

Per Karin Saccomanno, presidente di Aisi, “il calendario indicato dal Ministero crea finalmente una traiettoria. Se verrà rispettato, il 2026 potrà aprirsi con un segnale chiaro: la valorizzazione di chi lavora nella sanità è una priorità del Paese”.

Aisi ricorda che le strutture accreditate operano in ambiti quali riabilitazione, Rsa, post-acuzie e assistenza territoriale, contribuendo alla riduzione delle liste d’attesa. “Ritardare i rinnovi rischia di scaricare fragilità su tutto il sistema, pubblico compreso”, osserva l’associazione.

Per Giovanni Onesti, direttore generale di Aisi, “non siamo un concorrente del pubblico: siamo una parte della risposta. Contratti adeguati significano servizi più stabili e più sicuri per i pazienti”.

L’associazione propone inoltre che i rinnovi siano integrati con criteri di qualità e trasparenza, collegandoli all’accreditamento regionale, e che le risorse pubbliche sostengano le strutture che investono su personale, sicurezza e standard omogenei sul territorio.

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