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Professioni sanitarie

10 Dicembre 2025

Professioni sanitarie, sblocco dell’arretrato disciplinare: nasce la sezione CCEPS “stralcio”

Un DPCM istituisce una sezione “stralcio” presso la CCEPS per definire i procedimenti disciplinari pendenti al 31 dicembre 2024


medico valigietta

Il Governo ha istituito una “sezione stralcio” presso la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (CCEPS) per smaltire i procedimenti disciplinari pendenti al 31 dicembre 2024, con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 24 novembre 2025, adottato in attuazione dell’articolo 21-quater del decreto-legge 25/2025.

Alla nuova sezione vengono assegnati i procedimenti conclusi in primo grado dagli Ordini con sanzioni di avvertimento, censura o sospensione, sui quali pende ricorso presso la Commissione centrale. L’obiettivo dichiarato del provvedimento è accelerare la definizione dell’arretrato, consentendo una trattazione dedicata e concentrata delle pratiche rimaste in sospeso negli anni.

La sezione stralcio è composta da un presidente con qualifica di consigliere di Stato e da membri designati dalle Federazioni nazionali degli Ordini e dei collegi professionali, rappresentativi di tutte le professioni sanitarie regolamentate: medici e odontoiatri, farmacisti, veterinari, infermieri, ostetriche, professioni tecnico-sanitarie, riabilitative e della prevenzione (TSRM-PSTRP), chimici, fisici, biologi e fisioterapisti.

Il decreto stabilisce che la sezione opera fino all’esaurimento completo dei procedimenti assegnati, senza nuovi oneri a carico della finanza pubblica: ai componenti non sono riconosciuti compensi né rimborsi spese.

Per i professionisti coinvolti in contenziosi disciplinari, l’attivazione della sezione stralcio rappresenta la possibilità di una definizione più rapida delle posizioni pendenti, superando una fase di stallo che ha spesso prolungato nel tempo l’incertezza sugli esiti dei procedimenti. Anche per gli Ordini territoriali l’operazione punta a riportare regolarità ed efficienza nella gestione dei ricorsi disciplinari, restituendo piena funzionalità al sistema di vigilanza professionale.

Il provvedimento si inserisce nel quadro delle misure adottate per il rafforzamento della governance ordinistica, con l’obiettivo di garantire un equilibrio fra tutela dei cittadini, corretto esercizio delle professioni sanitarie e diritti di difesa dei professionisti.

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