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17 Luglio 2025

Università, boom di immatricolazioni per l’area sanitaria. La classifica Censis

Secondo la nuova classifica Censis 2025/2026, le professioni sanitarie continuano a trainare la crescita dell’università italiana, sia in termini di immatricolazioni sia di qualità dell’offerta formativa. Lo confermano i dati dell’Anagrafe Nazionale degli Studenti Universitari


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Secondo la nuova classifica Censis 2025/2026, le professioni sanitarie continuano a trainare la crescita dell’università italiana, sia in termini di immatricolazioni sia di qualità dell’offerta formativa. Lo confermano i dati dell’Anagrafe Nazionale degli Studenti Universitari, che indicano un aumento complessivo delle immatricolazioni del 5,3% nell’anno accademico 2024/2025. Un dato particolarmente rilevante per l’area medico-sanitaria e agro-veterinaria, che rappresenta oggi il 18,4% del totale delle nuove iscrizioni.

Due immatricolati su tre in quest’area scelgono corsi in ambito medico, infermieristico, farmaceutico o tecnico-sanitario. È il segnale di un rinnovato interesse verso le carriere nella salute pubblica e privata, in un contesto in cui il fabbisogno di personale sanitario continua a crescere. Il trend è consolidato nel tempo: rispetto al 2000-2001, le immatricolazioni in quest’area sono aumentate del 63,2%. Particolarmente rilevante l’exploit di Scienze motorie, con un incremento del 224,9%, che supera il 300% tra gli uomini.

L’interesse per l’area sanitaria si riflette anche nelle performance accademiche. Tra gli atenei non statali di piccole dimensioni spicca il Campus Bio-Medico di Roma, terzo assoluto nella classifica Censis con un punteggio di 86,8. Un risultato che premia la qualità della didattica e l’eccellenza clinico-scientifica. Tra i medi atenei statali, ottimi risultati anche per l’Università Politecnica delle Marche, seconda a pari merito con Udine, seguite da Siena e Sassari, entrambe fortemente caratterizzate in ambito sanitario e veterinario.

Nella fascia dei grandi atenei, la Sapienza di Roma – sede della più ampia facoltà di Medicina d’Europa – scivola al quarto posto, superata da Pisa, ma resta tra i primi cinque. Palermo consolida la sua presenza tra i primi sette mega-atenei, confermandosi un riferimento strategico per la formazione medica nel Mezzogiorno. Più critica la posizione dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, che rimane in fondo alla classifica dei medi atenei statali, nonostante il suo ruolo centrale nella formazione medica calabrese.

La crescita dell’area sanitaria universitaria si inserisce in un contesto politico favorevole: l’espansione dei corsi di Medicina, Farmacia, Infermieristica e delle Professioni sanitarie risponde a un’esigenza nazionale di rafforzamento del capitale umano per il Servizio sanitario. Si tratta di un segnale di consapevolezza sul ruolo cruciale della formazione medica nella sostenibilità futura del sistema salute.

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