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17 Luglio 2025La Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani e la Federazione nazionale degli Ordini dei biologi hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per disciplinare la collaborazione tra le due categorie nell’ambito dell’esecuzione dei test diagnostici

La Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi) e la Federazione nazionale degli Ordini dei biologi (Fnob) hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per disciplinare la collaborazione tra le due categorie nell’ambito dell’esecuzione dei test diagnostici ematico-capillari tramite strumentazione Poct (Point-of-Care Testing). L’accordo è stato firmato a Roma dai presidenti Andrea Mandelli e Vincenzo D’Anna e consegnato al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
L’obiettivo, si legge nella nota congiunta, è «assicurare il più alto livello di qualità, affidabilità e sicurezza nelle prestazioni erogate ai cittadini, valorizzando le specifiche competenze professionali e rafforzando la rete assistenziale di prossimità».
L’esecuzione dei test diagnostici Poct rientra tra le attività previste dalla farmacia dei servizi, secondo quanto stabilito dal decreto legislativo 153/2009, e deve avvenire nel rispetto degli standard strutturali e organizzativi definiti dalla vigente Convenzione nazionale farmaceutica e dalle linee guida predisposte da Fofi, attualmente in attesa di validazione da parte del ministero della Salute.
Il paziente che si sottopone al test riceve un attestato di esito, privo di valore di referto, con i valori registrati dal dispositivo impiegato. Il documento è firmato dal farmacista, che garantisce la correttezza della fase pre-analitica secondo le indicazioni del produttore, la selezione del test, la manutenzione della strumentazione e l’aderenza alle procedure previste.
In base al protocollo, le farmacie che abbiano attivato un collegamento con un laboratorio clinico potranno trasmettere, su richiesta dell’assistito, i dati raccolti per il rilascio di un referto clinico sottoscritto da un biologo o da un medico di laboratorio.
«La firma del protocollo segna l’avvio di una proficua collaborazione tra farmacisti e biologi, finalizzata a garantire la miglior assistenza possibile», ha dichiarato Mandelli. «La prossimità e la capillarità delle farmacie rappresentano un punto di forza per il Ssn, soprattutto in relazione alle sfide poste dall’invecchiamento della popolazione e dalla sostenibilità del sistema. L’intesa con i biologi va in questa direzione: assicurare qualità e sicurezza nelle prestazioni erogate è una priorità condivisa». Il presidente Fofi ha ringraziato il sottosegretario Gemmato per il sostegno al percorso di collaborazione interprofessionale.
«Abbiamo salvaguardato e ribadito le competenze distinte di farmacisti e biologi – ha sottolineato D’Anna – definendone ruoli e funzioni in un’ottica di sinergia. Il protocollo rafforza la professionalità di entrambe le categorie». L’auspicio, conclude la nota, è che l’accordo trovi ampia adesione tra i professionisti e le organizzazioni di rappresentanza.
Anche Federfarma ha sottoscritto l’accordo per adesione. «Valorizza le competenze di ciascuna categoria e rafforza l’assistenza sanitaria territoriale», ha commentato il presidente Marco Cossolo, sottolineando che «l’intesa stabilisce un modello operativo chiaro per l’esecuzione di screening sul sangue capillare in farmacia, nel pieno rispetto degli standard di qualità e sicurezza previsti dalla Convenzione e dalle linee guida Fofi».
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