intelligenza artificiale
17 Giugno 2025L’impatto dell’intelligenza artificiale sul Servizio Sanitario Nazionale è stato uno dei temi al centro del 25° Convegno nazionale dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici (Aiic), in chiusura a Napoli

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul Servizio Sanitario Nazionale è stato uno dei temi al centro del 25° Convegno nazionale dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici (Aiic), che si chiude oggi a Napoli. Al centro del dibattito, le opportunità offerte dalle tecnologie digitali per rendere la sanità più equa e moderna, ma anche i rischi legati a un aumento delle disuguaglianze territoriali e sociali.
"L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva futura, è una realtà che cambia già oggi il modo di fare sanità", ha dichiarato Umberto Nocco, presidente Aiic. "Le competenze ci sono, ma serve una governance nazionale chiara, che orienti investimenti e decisioni".
Secondo quanto emerso dai lavori del convegno, l’intelligenza artificiale può agire da fattore abilitante o amplificatore delle disuguaglianze, in base al contesto organizzativo e decisionale in cui viene introdotta. È necessaria un’azione coordinata tra istituzioni, operatori sanitari, industria e cittadini per garantire che l’innovazione digitale contribuisca a migliorare l’equità del sistema.
"La rivoluzione tecnologica non è scollegata dagli obiettivi fondamentali della sanità pubblica, che sono curare tutti, curare meglio e curare sempre", ha affermato Lorenzo Leogrande, presidente del Convegno. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, ha richiamato l’attenzione sull’attuale mancanza di uniformità nell’accesso ai servizi essenziali: "Abbiamo strumenti straordinari, ma non riusciamo ancora a garantire l’accesso uniforme. È questa la vera emergenza: l’iniquità di sistema".
Cartabellotta ha inoltre evidenziato l’assenza di evidenze cliniche robuste sull’impatto dell’IA sugli esiti dei pazienti e la necessità di approcci multidisciplinari per una diffusione sostenibile e sicura delle tecnologie emergenti.
Durante l’evento è stato presentato anche il punto di vista dei cittadini. Lorenzo Latella (Cittadinanzattiva) ha illustrato i risultati di un’indagine su 600 pazienti in Campania: l’80% degli intervistati teme che l’introduzione dell’IA possa compromettere il rapporto medico-paziente. È stata sottolineata l’urgenza di attivare percorsi di informazione e coinvolgimento per promuovere la consapevolezza tra i cittadini.
Dal mondo industriale, Alessandro Preziosa (Associazione Elettromedicali di Confindustria Dispositivi Medici) ha evidenziato come l’innovazione sia disponibile ma difficilmente integrata nei sistemi sanitari locali: l’obsolescenza tecnologica e le disomogeneità territoriali sono tra i principali ostacoli segnalati.
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