Paolo Russo
23 Gennaio 2025Paolo Russo già parlamentare e attualmente dirigente medico Azienda Ospedaliera dei Colli Napoli ha inviato a Sanità 33 le sue riflessioni sul recente inasprimento delle pene per i reati connessi alle aggressioni del personale sanitario

Paolo Russo già parlamentare e attualmente dirigente medico Azienda Ospedaliera dei Colli Napoli ha inviato a Sanità 33 le sue riflessioni sul recente inasprimento delle pene per i reati connessi alle aggressioni del personale sanitario. Ecco il suo editoriale
“Non ci voleva un chiaroveggente per prevedere che l’inasprimento delle pene per i reati connessi alle aggressioni del personale sanitario non avrebbe ridotto alcun fenomeno!
Non è accaduto nel caso dei femminicidi e nemmeno a proposito della fattispecie tipizzata dell’omicidio stradale: si sono ottenuti risultati lusinghieri ma nessuna significativa frenata solo perché è aumentata la pena di due anni.
Proviamo a fare una sorta di viaggio immaginario nella rabbia feroce, quanto irrazionale ed incomprensibile, del familiare di un paziente che devasta il pronto soccorso di un ospedale e immaginiamo di guidare quella mano criminale che d’un colpo si ferma a mezz’aria perché l’emisfero della razionalità suggerisce (sic!) prudenza in quanto il reato che si sta per commettere comporta l’arresto immediato e una pena detentiva di cinque o più anni.
Nulla di più fallace. Quella mano criminale e violenta è armata semmai dalla subcultura della sopraffazione, dalla ignoranza sociale e dal contesto spesso rivendicativo e tribale.
La pena, per definizione, non è un deterrente soprattutto quando si ha che fare con comportamenti irrazionali, frutto di cultura ontologica della violenza, della regola del più forte, del disprezzo dell’altro e della cosa pubblica: semmai potrebbe essere una sollecitazione riabilitativa, ma mai un freno!
E allora andrebbe studiato più a fondo il fenomeno partendo dalle criticità organizzative del modello di offerta sanitaria.
Spazi angusti, turni di lavoro massacranti, promiscuità fin dentro il primo soccorso, attese estenuanti, informazioni contraddittorie e frammentarie, filtri territoriali inesistenti…
Troppo facile lavare la coscienza del legislatore con un giro di vite sulle pene: fa successo lo slogan “Giù le mani dal medico”, costa poco e soprattutto è autoassolutorio. Cosa potrebbe fare di più un legislatore tanto vicino a quegli angeli che nel pieno della pandemia da Covid furono evocati come eroi moderni!
Eppure, qualcosa sì, potrebbe fare:
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