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Assistenza sanitaria

08 Novembre 2024

Assistenza a senza fissa dimora, Fnomceo: la legge colma vuoto di tutela

Finalmente anche le persone senza fissa dimora potranno avere un medico di famiglia. Si colma così un vuoto di tutela che contrastava con gli articoli 3 e 32 della Costituzione e con i principi ispiratori del Servizio sanitario nazionale


senzatetto

"Finalmente anche le persone senza fissa dimora potranno avere un medico di famiglia. Si colma così un vuoto di tutela che contrastava con gli articoli 3 e 32 della Costituzione e con i principi ispiratori del Servizio sanitario nazionale, in base ai quali l'assistenza sanitaria va garantita in maniera uguale a tutti coloro che risiedono o dimorano nel territorio della Repubblica, senza distinzione di condizioni individuali o sociali". Così Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), in una nota esprime soddisfazione per l'approvazione all'unanimità in Senato, in via definitiva, del disegno di legge che punta a garantire l'assistenza sanitaria ai senza fissa dimora. Anche loro, nelle città metropolitane, adesso potranno iscriversi alle liste degli assistiti delle Asl, scegliere un medico di medicina generale e accedere alle prestazioni assicurate dai Lea. Tutti diritti finora negati in quanto collegati alla residenza anagrafica, ricorda la Fnomceo che fin dall'inizio ha sostenuto il provvedimento.

"Si tratta di un atto di civiltà - sottolinea Anelli - di una legge lungamente attesa che garantisce un'adeguata assistenza sanitaria anche alle persone che non hanno una residenza fissa, cui sinora era negata la possibilità di iscriversi nelle anagrafiche delle Asl e di scegliersi un medico di famiglia. Un grazie, dunque, a tutti i parlamentari che, al di là delle diverse appartenenze politiche, hanno espresso in questa legislatura così celermente e convintamente il loro sì. In particolare, all'onorevole Marco Furfaro, primo firmatario, all'onorevole Marcello Gemmato che tanto si è speso per superare le difficoltà burocratiche e di finanziamento della norma, e ai due relatori, Cappellacci alla Camera e Minasi al Senato".

"Questo provvedimento - aggiunge il presidente Fnomceo - è frutto di un grande lavoro di squadra per garantire anche ai più fragili, a coloro che rischiano di vivere ai margini della società, il diritto fondamentale alla salute e a poter fruire del Servizio sanitario nazionale, che si conferma così formidabile fattore di coesione sociale e di abbattimento delle disuguaglianze. Il provvedimento avrà anche ricadute positive in termini di salute pubblica - precisa Anelli - perché è nella miglior salute dell'individuo che si crea il fondamento della salute della collettività. L'auspicio è che, in futuro, si ampli l'area di applicazione della norma, per dare pieno compimento ai principi guida di universalità, uguaglianza ed equità che al nostro Ssn danno forma e significato".

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