Medicina
07 Giugno 2024"La condizione del genetista medicoè complessa perché, se da un lato le scoperte scientifiche hanno dimostrato una rilevanza sempre maggiore della genetica nella patogenesi delle principali malattie, dall'altra le norme ministeriali limitano la sua attività". Lo dice il professor Paolo Gasparini, presidente SIGU
"La condizione del genetista medico all'interno del Servizio sanitario nazionale è complessa perché, se da un lato le scoperte scientifiche hanno dimostrato una rilevanza sempre maggiore della genetica nella patogenesi delle principali malattie, dall'altra le norme ministeriali limitano la sua attività, spesso confinandolo a un mero ruolo di laboratorista". Lo dice il professor Paolo Gasparini, presidente della Società Italiana di Genetica Umana. "Invece il genetista è l'unica figura medica che ha a che fare con pazienti di ogni età e si interessa di tutti gli organi. Questo, da un lato, ci renderebbe simili ai medici del passato, che si occupavano del paziente a tutto tondo. Dall'altro lato, però, ci rende unici soprattutto per il fatto che le tecnologie che i genetisti usano ogni giorno li obbligano ad avere conoscenze di base nonché capacità interpretative nell'ambito della bioinformatica", fa notare il presidente della Sigu. "L'uso di tecnologie sempre più sofisticate consente, oggi, di lavorare a cavallo tra ricerca e cura", aggiunge. Le richieste della Sigu state accolte in una risoluzione in commissione Affari Sociali presentata pochi giorni fa dal Francesco Maria Ciancitto, deputato di Fratelli d'Italia. Obiettivo della risoluzione è "garantire lo sviluppo di soluzioni in grado di ottemperare a una corretta erogazione delle prestazioni del Sistema sanitario nazionale in materia di genetica medica e arginare la progressiva devalorizzazione della figura del genetista medico, la cui formazione e specializzazione è in grado di mitigare il rischio riproduttivo di pazienti e familiari". Inoltre, si chiede al governo di "inserire la figura del genetista medico presso la Commissione di aggiornamento dei Lea e inserire nel nomenclatore Lea le prestazioni di sequenziamento massivo eseguite in trio su paziente e genitori, al fine di ottimizzare i costi per il Servizio sanitario nazionale, ridurre i tempi di refertazione e arrivare a una definizione diagnostica in tempi rapidi".
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