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sanità

28 Febbraio 2024

Cure di prossimità, presentati i dati dell’Osservatorio realizzato da Fondazione Cannavò e Fofi

Alcuni dei risultati dell’indagine dell’Osservatorio "Le cure di prossimità. Evoluzione e opportunità”, realizzato da Fondazione Cannavò e Fofi, con la regia di Edra, in collaborazione con Federfarma, Fnomceo, Fimmg, Sifo, Assofarm, Fenagifar, Cittadinanzattiva, Università Bocconi


Cure di prossimità, presentati i dati dell’Osservatorio realizzato da Fondazione Cannavò e Fofi

Il 15% dei cittadini qualche volta fa uso di prestazioni di telemedicina, il 2% ne fa uso spesso. I dati mostrano ancora inesperienza nei confronti del digitale, ma emerge fiducia. I medici fanno emergere l’esigenza di una piattaforma integrata per rendere più accessibili i dati, i farmacisti sottolineano la necessità di riconoscere i pazienti che hanno bisogno di mantenere un contatto. Sono questi alcuni dei risultati dell’indagine dell’Osservatorio "Le cure di prossimità. Evoluzione e opportunità”, realizzato da Fondazione Cannavò e Fofi, con la regia di Edra, in collaborazione con Federfarma, Fnomceo, Fimmg, Sifo, Assofarm, Fenagifar, Cittadinanzattiva, Università Bocconi. La Proximity care oggi riveste un ruolo centrale per garantire la tutela della salute e valorizzare i professionisti sul territorio. I numeri dell’indagine sono stati presentati ieri presso Agenas. Al dibattito, moderato da Ludovico Baldessin, AD di Edra, sono intervenuti politici e rappresentanti del mondo farmaceutico, pubblico e privato.

“L'analisi dell'Osservatorio sicuramente conferma e conforta le previsioni federali nell'ambito dello futuro della farmacia dei servizi – ha commentato Andrea Mandelli Presidente FOFI. “I punti salienti che emergono sono la necessità di semplificare, perché abbiamo bisogno di essere più vicini al paziente e meno vicini alla burocrazia. Abbiamo bisogno di lavorare in team e in questo senso il DM 77 può essere un primo passo che, anche alla luce delle revisioni che saranno messe a frutto coi tavoli di lavoro, potrà essere una importante strategia per il futuro del Paese”. Sulla formazione, è necessario che “sia sempre più orientata a sviluppare il team e a formare sulle nuove necessità i professionisti del futuro. Abbiamo bisogno di riuscire a mettere a terra tutto quanto di buono è contenuto del PNR. È un compito gravoso da fare, veloce, ma è anche un compito che abbiamo per il rispetto delle generazioni che verranno”.



“La Fondazione Cannavò – ha sottolineato Luigi D'Ambrosio Lettieri, Presidente Fondazione Cannavò – ha voluto con l'Osservatorio non soltanto individuare i punti di forza, che sul territorio sono ampiamente dimostrati dal ruolo svolto dal farmacista e dalla funzione della farmacia come presidio polifunzionale della sanità territoriale, ma anche individuare i punti di criticità, quelli sui quali c'è bisogno di impegnarci con maggiore determinazione”. Per quanto riguarda la sanità digitale: “occupa uno spazio fondamentale, con il processo di estensione di tutto ciò che essa prevede. È fondamentale iniziare, per esempio, dalla telemedicina, dalle attività in tele-consulto che consentiranno anche di portare i servizi resi dal nostro sistema sanitario nelle zone periferiche, nelle aree rurali e nelle aree interne che ne sono sprovviste; quindi, di portare il valore prezioso della prossimità che la farmacia intercetta, interpreta anche in termini di capillarità”. In questo ambito, “il fascicolo sanitario elettronico rappresenta lo strumento che consente di creare interconnessioni, a beneficio della qualità dell'assistenza e di una maggiore velocità nell'erogazione della domanda di salute da parte dei cittadini”.



“L'Osservatorio sulla cronicità è un evento a cui tutti noi teniamo moltissimo – ha affermato Arturo Cavaliere Presidente SIFO – perché si presentano le conclusioni di un percorso che è nato molto tempo fa. L'Osservatorio di fatto vuole condividere le attività che hanno qualificato la professione in ambito territoriale. In questo, i farmacisti territoriali e farmacisti dei servizi farmaceutici, ospedalieri e territoriali sono un link professionale vincente che alla luce del covid 19 e delle nuove riforme sanitarie – pensiamo appunto alla DM 77 –sempre di più qualificherà il percorso terapeutico del paziente”.



“A volte parlare di sanità di prossimità sembra un po’ scontato, perché è un tema che da più di vent'anni ci “portiamo dietro” in modalità diverse”, ha sottolineato Erika Mallarini SDA Bocconi, che ha presentato i dati. “Tuttavia – ha proseguito – oggi è diventato imprescindibile. Il Covid ha dato una spinta che ha fatto comprendere ai cittadini l'importanza di modificare un sistema che era ‘ospedalecentrico’. Non potendo accedere alle strutture ospedaliere, hanno capito quanto è importante che sia la sanità ad andare da loro. Inoltre, il Covid ha avvicinato le risposte, perché il sistema digitale utilizzato ha consentito che si diffondessero degli strumenti che prima sembravano riservati solamente a pochi. Cosa presentiamo nell'ambito dell'Osservatorio? Delle soluzioni concrete che si vanno a focalizzare sulla sanità digitale, in tutte le sue componenti, nell'ambito della visione dei medici, dei farmacisti ma anche dei pazienti e della farmacia di comunità. Il digitale va bene, però serve un punto di contatto. Ci muoviamo, quindi, verso un sistema digital e cercheremo di fare delle proposte che possano essere accolte, affinché si possa finalmente andare a risolvere il problema della prossimità”.



“Prosegue il grande investimento che l'Italia sta facendo sul sistema sanitario e sulla sua digitalizzazione– ha affermato Domenico Mantoan, Direttore Generale Agenas. “Il Governo ha approvato un decreto legge PNR in cui regolamenta e precisa ancora meglio l'utilizzo dei dati sanitari in telemedicina per poter fare previsione, ricerca. Un’altra cosa importante è che è stata data la possibilità ad Agenas di poter concludere il percorso di intelligenza artificiale legata alle cure primarie al fine di identificare un algoritmo italiano per la cura e per l'utilizzo dei dati sanitari”.



“Il concetto di prossimità sta vivendo una stagione per certi versi nuova, per certi versi antica”, ha spiegato Achille lachino, Direttore generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Ministero della Salute. “Se ne parla tanto, ormai non è più una sfida, la prossimità è una necessità. Per cui, noi che ci occupiamo di sanità pubblica abbiamo il dovere di coniugare il concetto di prossimità con quello di eccellenza. Abbiamo gli strumenti per farlo, in primis il sistema dei dispositivi medici”.



“L'Osservatorio ha messo in evidenza che i cittadini sono contenti delle cure di prossimità” ha commentato Marcella Marletta Coordinatore Comitato Scientifico Fondazione Cannavò. In questo senso, “le case di comunità saranno gli ospedali di comunità. Il cittadino sente ancora la lontananza e il team multidisciplinare non è formato rispetto a questa prossimità. Non ci sono modelli organizzativi in grado di coinvolgere nello stesso modo in tutta Italia”. Emerge disparità tra le regioni e poca conoscenza del fascicolo sanitario elettronico. “Dunque – ha proseguito – ancora una volta la parola è formazione, necessita di trasmettere un patrimonio di saperi anche all'intero team multidisciplinare. Quindi l'accento va posto sul team multidisciplinare, sull'opportunità della digitalizzazione, sull’intelligenza artificiale”. È il momento di aiutare e per questo l'Osservatorio permetterà di capire quali sono le mancanze e come avvicinare la cura al cittadino”.



È necessario “creare un sistema organico che coordini l'attività dei vari professionisti sul territorio”, ha spiegato Marco Cossolo, Presidente Federfarma. “Sicuramente qualcosa non ha funzionato durante il Covid, si è capito che bisogna migliorare e sono stati investiti parecchi soldi. Ora il tema importante è di carattere organizzativo e gli allegati al DM 77 saranno lo strumento con cui capiremo in che modo si pensa di coordinare tra di loro i vari professionisti del territorio”.



“Le cure di prossimità sono una sfida importante per il sistema”, ha ribadito Pier Luigi Bartoletti Vice Segretario vicario di FIMMG. “Se ne parla da molto. I problemi sono noti a tutti, ad oggi è un sistema molto frammentato. Quindi avere un Osservatorio che riesce a vedere dall'alto tutti i problemi e tutti i componenti del sistema e a proporre soluzioni, è una iniziativa importantissima. Anche perché sul territorio ci sono molte professioni, molti punti di vista diversi, ma bisogna trovare il punto comune. Tutto questo in virtù del fatto che il cittadino vive a casa e vicino casa deve trovare il più possibile i servizi, sia medici che non medici e soprattutto anche la porta d'ingresso all'eccellenza, perché oggi la sanità è ricca di innovazione”.



“Il Servizio sanitario nazionale è sempre più orientato verso la prossimità al paziente – ha sottolineato Americo Cicchetti, Direttore Generale Programmazione del Ministero della Salute. “Certamente il domicilio, come primo luogo di cura, è al centro dell'attenzione delle politiche sanitarie, di tutti gli investimenti, del PNR e del percorso di digitalizzazione. Per noi è fondamentale, come programmazione, avere la possibilità di tracciare tutto quello che accade intorno al paziente, dal punto di vista dei dati clinici, ma anche dei dati economici che sono assolutamente preziosi per fare una programmazione che restituisca efficienza, efficacia e appropriatezza. L'utilizzo delle strutture del sistema del Servizio sanitario nazionale cioè quelle previste dal DM 77, compresa la farmacia, evidentemente possono collaborare alla corretta presa in carico del paziente. Il ruolo della ASL sarà centrale con i suoi meccanismi e i suoi sistemi, prima di tutto il PAI che è lo strumento fondamentale”.



Sofia Gorgoni

TAG: CURE DI PROSSIMITà

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