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Medicina

26 Giugno 2023

A Bologna la convention “Donne protagoniste in sanità”. No a guerra tra pubblico e privato

Tremila presenze online e 700 in presenza per la due giorni della convention 'Donne, salute, territorio', organizzata a Bologna dalla community 'Donne protagoniste in sanità'. Decine di relatori, tavoli e sessioni di approfondimento. La sintesi delle proposte emerse dagli incontri tematici sarà oggetto di una pubblicazione


A Bologna la convention “Donne protagoniste in sanità”. No a guerra tra pubblico e privato

Tremila presenze online e 700 in presenza per la due giorni della convention 'Donne, salute, territorio', organizzata a Bologna dalla community 'Donne protagoniste in sanità'. Decine di relatori, tavoli e sessioni di approfondimento. La sintesi delle proposte emerse dagli incontri tematici sarà oggetto di una pubblicazione e di un dialogo permanente con le istituzioni parlamentari. "È giusto trasferire sulla sanità territoriale una riorganizzazione complessiva del sistema sanitario pubblico, spostando servizi oggi ospedalieri all'interno di un contesto di territorialità e prossimità, ma dobbiamo fare anche i conti con quella che è la sanità privata. Serve creare delle piattaforme di condivisione evitando guerre tra pubblico e privato che non servirebbero a nessuno". Così Monica Calamai, direttrice generale Ausl Ferrara, commissaria straordinaria Azienda ospedaliera Universitaria Ferrara e coordinatrice community 'Donne protagoniste in sanità'.

"Il Pnrr ha focalizzato gli investimenti sul territorio nazionale agganciando una progettualità importante - prosegue Calamai - e cioè quella che ogni regione ha dovuto sviluppare attraverso il decreto ministeriale 77 del 2022, che stabilisce le norme dei modelli standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale e dove sono stati  inseriti vari parametri legati al territorio, che vanno dalle figure professionali, come infermieri di famiglia e di comunità fino alle case di comunità andando a colmare un vuoto attuale. Si va ad investire sulla sanità territoriale e non più soltanto sulle realtà ospedaliere. va cambiato anche l'approccio dei percorsi formativi. C'è la necessità di nuovi percorsi formativi perché abbiamo nuove figure professionali come gli infermieri di comunità, ad esempio. Occorre un riallineamento tra i percorsi formativi universitari e le reali esigenze di alcune professioni che cambiano la fisionomia a livello territoriale''.

''Le donne sono una risorsa sociale ed economica - conclude Calamai - e, se non verrà ridotto in modo drastico il gender gap e il divario salariale tra uomini e donne che ancora sussiste a parità di lavoro non sarà possibile quella auspicata ripresa finché l'eguaglianza di genere non diventi una priorità nell'agenda della politica''.

TAG: DONNE, MEDICI

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