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Intervista

06 Ottobre 2023

Innovazione e tecnologia, la nuova frontiera della sanità. Intervista a Vittorio Martinelli (Olympus Italia)

Sanità33 ha intervistato Vittorio Martinelli, AD di Olympus Italia. Martinelli ha voluto da subito sottolineare come la sua azienda stia cavalcando questa grande trasformazione, indirizzandosi a servizio dei clinici e dei pazienti e diventando oggi il sedicesimo player più grande al mondo in questo specifico ambito. Olympus, come spiegato dall’AD, ha già adottato un sistema di IA


L'innovazione sanitaria rappresenta oggi una sfida di primaria importanza, poiché incarna il desiderio di migliorare, non solo per i singoli pazienti ma per l'intero ecosistema sanitario. La tecnologia, in questo periodo di grande trasformazione e cambiamento nella società, ha sempre più il compito di soddisfare le esigenze dell'uomo, cercando di promuovere benessere ed integrazione nelle comunità. Al cuore di questa trasformazione c'è un cambiamento di mentalità: passare da un approccio individuale e isolato a uno basato su relazione e collaborazione. La tecnologia svolge un ruolo cruciale in questo contesto, offrendo la promessa di una società più sana e partecipativa. Proprio in ambito sanitario l'innovazione e la tecnologia stanno diventando sempre più attori principali del grande cambiamento che stiamo vivendo, grazie anche al supporto di nuovi mezzi, ad esempio l’Intelligenza artificiale. Tuttavia, il cambiamento in atto va oltre la mera adozione di nuovi strumenti: si tratta infatti di un impegno per reinserire l'essere umano al centro del rapporto medico-paziente. Questo spostamento comporta che non si tratta più solo di fornire prodotti, ma anche supporto, consulenza e formazione. E mentre le aziende si evolvono per rispondere a queste esigenze, anche la comunicazione tra medici e pazienti sta subendo una rivoluzione, cercando di bilanciare empatia e prossimità anche in un ambiente sempre più digitale.
Su queste premesse, Sanità33 ha intervistato Vittorio Martinelli, AD di Olympus Italia, azienda globale di tecnologie medicali. Martinelli ha voluto da subito sottolineare come la sua azienda stia cavalcando questa grande trasformazione, indirizzandosi a servizio dei clinici e dei pazienti e diventando oggi il sedicesimo player più grande al mondo in questo specifico ambito. Olympus, come spiegato dall’AD, ha già adottato un sistema di IA all’interno dell’azienda e sta sviluppando sempre più applicativi tecnologici per rendere l’esperienza ospedaliera dell’individuo più sostenibile, anche attraverso lo strumento della Costumer experience, focalizzata in modo crescente sui bisogni dei pazienti. Durante l’intervista, Martinelli ha voluto sottolineare anche l’importanza del capitale umano e della gestione dei processi organizzativi che devono per forza andare di pari passo con lo sviluppo tecnologico. Secondo l’AD, l’ambito medicale è un settore un po’ autoreferenziale e spesso si tende a creare competenze internamente su settori complessi che, invece, necessitano di figure professionali diversificate. Infatti, ha evidenziato l’AD, negli ultimi anni il settore ha cambiato approccio, investendo molto di più su capitale umano esterno. Ad esempio, spiega Martinelli, Olympus Italia ha sviluppato e sta sviluppando tantissime partnerships con importanti Università italiane, oltre ad inserire all’interno dell’organigramma figure nuove, non per forza di ambito medicale, come ad esempio professionisti del digitale, ampliando quelle che sono le varie professionalità all’interno dell’azienda.



Il tema della discussione si è poi spostato sul rapporto industria/istituzioni e sul legame spesso difficile che intercorre in questo rapporto, ponendo come esempio il tema molto caldo del payback sui dispositivi medici, un problema in grado di mettere a rischio circa 112 mila posti di lavoro e che potrebbe avere ricadute sulle forniture agli ospedali, nonché impatti sulla salute dei cittadini. Su questa questione, l’Ad di Olympus Italia ha voluto sottolineare che, sia come cittadino che imprenditore che paga le tasse, sia molto difficile riuscire a spiegare questa situazione all’opinione pubblica, anche al di fuori del paese. L’azienda, spiega Martinelli, ha cercato di utilizzare i nuovi strumenti di comunicazione, come ad esempio i social media, per spiegare la situazione a tutta quella parte di cittadinanza che non si occupa di sanità, evidenziando come questo problema “possa minare un tessuto imprenditoriale importante per il sistema Italia”. Il rischio, spiega l’Ad, è che le aziende possano andare ad investire in altre nazioni. Martinelli, ha anche però sottolineato che negli ultimi mesi molte regioni italiane stanno rivendendo un po’ le loro posizioni e questo è senza dubbio di buon auspicio per l’avvenire. Quello che serve, secondo l’Ad, è migliorare sempre di più il rapporto tra istituzioni, clinico e paziente dove, almeno ad oggi, si è ancora abbastanza fermi a vecchie situazioni e convinzioni.
In conclusione, l’intervista si è poi focalizzata sull’interessante tema del “Life Science”, ovvero tutta quella parte delle scienze naturali che si occupa degli organismi viventi, oggi più che mai al centro della continua innovazione che sta investendo il comparto sanitario a livello tecnologico, in particolare a livello di produzione. Oggi, si tratta di un settore in forte sviluppo, cresciuto per importanza e ampiezza proprio durante la pandemia, e che si conferma come uno dei più produttivi e dinamici all’interno dell’economia globale. Martinelli ha sottolineato il futuro roseo di questo settore, con ampie possibilità di sviluppo molto interessanti. L’Ad ha evidenziato come prodotti già esistenti in questo ambito abbiano completamente cambiato l’approccio al paziente evitandogli, ad esempio, ore ed ore in sala operatoria, con un miglioramento esponenziale dei risultati dei trattamenti sanitari.

Cristoforo Zervos

TAG: AZIENDE, FARMACEUTICA

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