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Intervista

27 Luglio 2023

Sanofi lancia la nuova area di immunodiabetologia. Ecco gli obiettivi

Con l’ambizione di cambiare il corso di una patologia complessa e tuttora senza cure come il diabete di tipo 1, Sanofi ha creato al suo interno un’area specifica dedicata all’immuno-diabetologia. Un cambio di passo di cui parla a Sanità33 Alessandro Crevani, General Medicines in Sanofi Italia


Con l’ambizione di cambiare il corso di una patologia complessa e tuttora senza cure come il diabete di tipo 1, Sanofi ha creato al suo interno un’area specifica dedicata all’immuno-diabetologia. Un cambio di passo di cui parla a Sanità33 Alessandro Crevani, General Medicines in Sanofi Italia.
“Il diabete si caratterizza di due malattie dal nome identico, ma profondamente distinte tra loro: il diabete di tipo 1 e di tipo 2”, ha sottolineato Crevani spiegando che, oltre all’età d’insorgenza, “la differenza sostanziale è nella natura immunologica del diabete di tipo 1, contro quella metabolica del diabete di tipo 2”. Con l’acquisizione, ad aprile, della società americana Provention Bio, l’azienda francese si è portata a casa una serie di asset per rendere disponibile, “entro poco tempo in Europa, una soluzione terapeutica che è in grado di modificare il decorso del diabete di tipo 1, rallentandone l’insorgenza”.



Il punto di questa opzione, come spiega Crevani, è cambiare la visione del diabete “che ad oggi non viene vissuto come una patologia progressiva, ma che, in realtà, come la maggioranza delle patologie di origine immunologica, non solo è progressivo, ma viene diagnosticato al momento dell’esordio sintomatico, quando invece ha un esordio asintomatico per molti anni”, sottolinea il manager Sanofi, secondo il quale “identificando i soggetti pediatrici a rischio, avremo la possibilità, in futuro, di ritardare l’insorgenza di questa malattia che riguarda circa 300mila italiani”.
Basti pensare che il 40% dei pazienti con diabete di tipo I scopre di soffrirne a seguito di una crisi ipoglicemica, quando uno screening accurato e precoce della malattia può evidenziare in tempo questi pazienti, portando a ridurre fino allo 0,8% i casi che si rivolgono in emergenza al pronto soccorso. In questo ambito, l’azienda si propone anche di sviluppare, insieme alle società scientifiche, alle associazioni di pazienti e alle istituzioni, una modalità nuova per definire al meglio la somministrazione di questi farmaci.
E proprio per strutturare al meglio questa attività, Sanofi ha creato l’unità di immunodiabetologia che servirà a identificare al meglio le differenze tra le due malattie e che si affiancherà all’unità dedicata al diabete in generale. Come nuovo player nel campo dell’immunologia, però, Sanofi ha “innanzitutto spostato la pipeline dalle piccole molecole di sintesi chimica agli anticorpi monoclonali, quindi a molecole di origine biologiche, tanto che in pochi anni la maggioranza dei nostri asset sono agenti biologici ed innovativi” ha sottolineato Crevani.
La strategia dell’azienda francese è andata verso lo sviluppo di terapie best in class e first in class, “ci concentriamo, cioè, su trattamenti che possano, in futuro, una volta resi disponibili, cambiare radicalmente il decorso delle malattie e la vita dei pazienti - ha proseguito il dirigente di Sanofi Italia -. Una strategia che ci espone a rischi molto elevati di fallimento, ma il valore aggiunto che queste terapie possono dare è assolutamente rilevante”.

TAG: AZIENDE

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