Intervista
07 Giugno 2023 Sviluppare nuove capacità di analisi e di orientamento con una visione condivisa che tenga conto delle complessità della patologia oncologica. È questo l’obiettivo che si prefigge la neo presidente del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri, direttore del dipartimento oncologico dell'azienda Usl Toscana e prima donna alla guida del Collegio Luisa Fioretto
Sviluppare nuove capacità di analisi e di orientamento con una visione condivisa che tenga conto delle complessità della patologia oncologica. È questo l’obiettivo che si prefigge la neo presidente del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (Cipomo), direttore del dipartimento oncologico dell'azienda Usl Toscana e prima donna alla guida del Collegio Luisa Fioretto, come spiega a Sanità33. «Il cancro è una patologia complessa da numerosi punti di vista: biologico, così come terapeutico per tutti nuovi farmaci in sviluppo, della richiesta di un approccio sempre più multidisciplinare. Anche a un punto di vista numerico, perché grazie ai risultati delle nuove cure abbiamo un numero significativo di persone sopravvissute al cancro, ben 3,7 milioni, che però convivono con controlli, terapie e con prevedibili esigenze assistenziali per anni. Senza dimenticare, la complessità della patologia dal punto di vista psicosociale», spiega Fioretto.
«Il cancro, con tutti questi aspetti di complessità, va inserito in una complessità di scenari post-pandemici e caratterizzati da crisi finanziarie pubbliche e private, invecchiamento della popolazione, Intelligenza Artificiale pervasiva, stillicidio di guerre e migrazioni, crisi climatiche», sottolinea l’oncologa. Ecco perché l’obiettivo del suo mandato sarà quello di «promuovere e sviluppare nuove capacità nella comunità dei primari di Oncologia Medica del nostro paese a livello nazionale». Fioretto si riferisce a «nuove capacità di analisi e di orientamento, una visione condivisa che ci permetta di avere chiari i vincoli e le possibilità rispetto alle sfide che possiamo affrontare e ai limiti di cui tenere conto. Nel momento in cui siamo buoni osservatori di quello che succede intorno a noi, in queste complessità di scenario, riusciamo ad immaginare il futuro e abbiamo più contezza degli obiettivi da prefiggerci».
Altor punto su cui la presidente di Cipomo si sofferma è il ridisegno di un nuovo profilo del primario di oncologia perché «sta cambiando il profilo del paziente sempre più cronico, l'approccio di cura sempre più interdisciplinare e sempre più legato ad un’interprofessionalità in tutte le fasi del percorso dentro e soprattutto anche fuori dell'ospedale». Di conseguenza, tutto questo richiede un’evoluzione della figura del primario «sia dentro il collegio dei primari ma anche fuori, quindi, nelle istituzioni sanitarie». Ma, precisa «far evolvere e ridisegnare le competenze di un primario oncologico è solo un primo passo perché passeremo poi ad un’evoluzione delle strutture, con particolare attenzione a migliorare la qualità dell'esperienza lavorativa dei nostri collaboratori». E, infine, l’altro obiettivo che si prefigge Fioretto è «amalgamare sempre di più il Collegio in forma inclusiva, superando qualsiasi barriera generazionale, di genere e geografica».
Ludovico Baldessin
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