Farmaci
26 Gennaio 2024 Poco più di 282 milioni le confezioni di farmaci senza obbligo di ricetta dispensate nel 2023, mentre il fatturato, di 3 miliardi di euro, cresce del 4,8%. I dati di questo segmento del mercato farmaceutico riflettono sia la normalizzazione della situazione epidemiologica, ma anche le dinamiche dell’inflazione
Poco più di 282 milioni le confezioni di farmaci senza obbligo di ricetta dispensate nel 2023, mentre il fatturato, di 3 miliardi di euro, cresce del 4,8%. I dati di questo segmento del mercato farmaceutico riflettono sia la normalizzazione della situazione epidemiologica, ma anche le dinamiche dell’inflazione e l’aumento dei costi logistici e delle materie prime. Si è visto anche l’incremento delle vendite on-line di medicinali senza obbligo di prescrizione in punti autorizzati, ma la farmacia fisica ha conservato una quota di mercato solida nella vendita. Questi sono i principali risultati dalle analisi di Assosalute, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione di Federchimica (su dati Iqvia), sull’andamento dei farmaci senza obbligo di prescrizione per il 2023. Lo riporta una nota di Assosalute.
I dati sottolineano come nel 2023 il mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione abbia mostrato “resilienza e adattabilità, in linea con le normali dinamiche del settore, caratterizzate, storicamente, da una contrazione nei volumi e da una tenuta dei fatturati”. Infatti, le confezioni di farmaci senza obbligo di ricetta dispensate nel 2023 – pari a poco più di 282 milioni – si contraggono del 2,0%, mentre i fatturati – 3 miliardi di euro – crescono del 4,8%.
Si evidenzia anche la progressiva "normalizzazione" della situazione epidemiologica, dopo un 2022 positivo a causa di una vigorosa e anomala incidenza delle affezioni respiratorie dovute a differenti agenti patogeni.
Infatti, in seguito all’azzeramento delle misure di controllo della diffusione del Covid-19, proprio nel 2022 i virus stagionali, tipici soprattutto della stagione fredda, hanno ripreso a circolare, mentre il virus SARS-CoV-2 è diventato progressivamente endemico, manifestandosi con sintomi generalmente non gravi. Nel 2023 sembra, quindi, essersi realizzata quella pacifica “convivenza virologica” che gli esperti avevano predetto durante la pandemia: al Covid-19 ci si è abituati, e il SARS-CoV-2 sembra fare meno paura tanto che si è assistito anche a un più un limitato ricorso, nella popolazione generale, alla vaccinazione anti-Covid-19 per le quarte o successive dosi.
Sul fronte dei fatturati, se da un lato si rileva, in linea con le caratteristiche del settore, uno spostamento del mix di consumo verso nuovi prodotti e confezioni, dall’altro, sono le dinamiche inflattive e, soprattutto l’aumento dei costi logistici e delle materie prime (p.es. per il confezionamento) a contribuire maggiormente alla crescita del 2023.
I risultati 2023 del mercato farmaceutico, continua il comunicato, senza prescrizione confermano quanto, sul breve periodo, i consumi dei farmaci senza obbligo di ricetta siano determinati da fattori esogeni e, quindi, dalla minore o maggiore incidenza di disturbi non gravi.
Infatti, guardando più approfonditamente all’andamento annuale delle vendite a volumi, si osserva, fatta eccezione per il primo trimestre 2023, un calo delle confezioni vendute, in linea con la curva epidemiologica e la diffusione dei virus influenzali e parainfluenzali nell’ultimo trimestre quando si osserva un significativo -7,4% rispetto allo stesso periodo del 2022.
Se si confrontano nel dettaglio i soli mesi di novembre e dicembre 2022 e 2023 si vede chiaramente, infatti, come l’incidenza delle sindromi respiratorie (incluso il Covid-19) nel 2023 superi il 2022 solo tra la 50 esima e la 52 esima settimana dell’anno, quando, secondo i dati del Rapporto RepiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, si è avuto il picco della attuale stagione influenzale, con impatti anche sul ricorso ai farmaci senza obbligo di prescrizione, di conseguenza, inferiore nel 2023 rispetto al 2022.
Infatti, i farmaci per la cura delle affezioni respiratorie e gli analgesici, la prima e la seconda classe terapeutica del mercato non prescription – con una quota cumulata del 59,1% dei volumi –, fanno osservare una contrazione delle confezioni vendute del 2,4% e del 5,8% rispettivamente.
"Dopo i difficili anni della pandemia, i risultati 2023 evidenziano il ritorno alla normalità, per quanto anche il nostro settore risenta delle incertezze del contesto macroeconomico", afferma Salvatore Butti, Presidente di Federchimica Assosalute. "Indubbiamente i farmaci di automedicazione confermano la loro importante valenza terapeutica per la cura di tutte quelle patologie non gravi, tra cui anche il Covid-19 nelle sue manifestazioni sintomatologiche lievi – che le persone hanno imparato a conoscere e a gestire anche grazie all’irrinunciabile consiglio del farmacista e del medico di famiglia. È essenziale però”, continua Butti, “continuare a promuovere un uso responsabile e appropriato dei farmaci di automedicazione attraverso azioni di informazione ed educazione. In tale contesto”, conclude il Presidente, “è oggi più che mai urgente la definizione di una governance per la salute che tenga conto anche di un più maturo contesto culturale in tema di farmaci e cura a beneficio della salute individuale e della sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”.
Sul lungo periodo, il settore risente strutturalmente della mancanza di leve di crescita: dal 2008, i volumi fanno osservare una erosione media annua del -1,7% mentre i fatturati si muovono in un range ristretto, mostrando un aumento medio annuale pari al +1,4%.
Il comparto soffre degli effetti della concorrenza dei prodotti per la salute e il benessere che non sono farmaci nonché della mancanza dell’allargamento dell’offerta a nuove aree terapeutiche e a principi attivi, in linea rispetto a quanto avviene in altri Paesi europei.
Guardando alle vendite delle due categorie in cui è suddivisa la classe dei farmaci senza obbligo di ricetta, quali i medicinali di automedicazione o OTC (Over The Counter) – che rappresentano più del 77% del mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione, per un giro d’affari che supera i 2,3 miliardi di euro e volumi venduti per quasi 219 milioni di confezioni – e i SOP (Behind The Counter), si osservano trend similari anche se migliori per gli OTC rispetto agli SP. Infatti, entrambe le specialità medicinali chiudono il 2023 con un decremento dei volumi – modesto per gli OTC (-1,1%), rispetto ai SOP (-5,1%) – e un aumento dei fatturati (+5,4% per gli OTC e +2,7% per i SOP).
Le dinamiche competitive tra farmacie, parafarmacie e corner della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) mantengono una sostanziale stabilità, dice ancora la nota. La farmacia fisica conserva una solida quota di mercato, pari all’89,3% a volumi e al 90,8% a volumi (85,8% e 88,2%, rispettivamente, se si includono le vendite on line).
La pandemia ha dato impulso, infatti, all’incremento delle vendite on line di medicinali non prescription, per i punti vendita autorizzati. Tuttavia, il fenomeno continua a registrare numeri non paragonabili a quelli di altri mercati. Infatti, nel 2023 i volumi, pari a 11,6 milioni, rappresentano circa il 3,9% del totale delle confezioni distribuite mentre i fatturati, pari a 89,6 milioni di euro, hanno un peso pari al 2,9% del giro d’affari complessivo del settore.
Si evidenzia che i fatturati derivanti dai soli acquisti on line di farmaci senza obbligo di ricetta registrano un aumento del 15,2%, a fronte di un aumento dei volumi del 5,8%.
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