Login con

Pharma

25 Gennaio 2024

Osservatorio Vaccini, farmacisti pronti ma restano criticità. Ecco quali

Presentati a Roma i risultati dell’indagine condotta nell’ambito dell’Osservatorio "L'evoluzione della pratica vaccinale sul territorio”, realizzato da Fondazione Cannavò e Fofi


Un cittadino su dieci dichiara che il proprio farmacista ha provato a convincerlo a vaccinarsi contro il Covid-19. Questo dato mette in rilievo come la farmacia sia un presidio fondamentale per l’efficacia delle campagne vaccinali, ma, per valorizzare appieno tale figura, restano alcune criticità da superare, tra cui la carenza di personale e l’esigenza di mettere in campo una organizzazione sostenibile. Sono questi, auqnato riferisce Farmacista33, alcuni dei risultati dell’indagine condotta nell’ambito dell’Osservatorio "L'evoluzione della pratica vaccinale sul territorio”, realizzato da Fondazione Cannavò e Fofi, con la regia di Edra, che è stato presentato presso il Centro studi americano.

«Solo il 5% delle risorse destinate alla sanità» è stato l’intervento introduttivo di Andrea Mandelli, Presidente Fofi, «converge verso attività di prevenzione. In questa direzione, la vaccinazione riveste un ruolo fondamentale, ma si tratta di un ambito che va ulteriormente valorizzato. Sul territorio, già oggi è andato affermandosi un approccio sinergico a vantaggio del paziente, che vede Medici di medicina generale, Pediatri di libera scelta e farmacisti operare fianco a fianco. Le sfide della sanità, il rilancio del territorio richiedono nuove evoluzioni e in questo senso non possiamo che ribadire come i farmacisti siano pronti a tracciare, insieme agli altri attori, le linee del futuro. Il Milleproroghe, che sta compiendo i propri passaggi parlamentari, ha registrato una serie di importanti emendamenti finalizzati ad allargare le vaccinazioni in farmacia, che non hanno poi trovato spazio. Non era forse lo strumento legislativo più idoneo, ma è evidente come la riflessione sia viva anche in Parlamento. La strada è segnata e richiede l’impegno e la convinzione di tutti, perché il futuro non è tra cinque anni, ma è dietro l’angolo».

La farmacia, d’altra parte, aggiunge Luigi D’Ambrosio Lettieri, Presidente della Fondazione Cannavò e Vicepresidente Fofi «è ormai una imprescindibile porta di ingresso per il Ssn». Il rilancio della sanità non può che tenere conto di tale «tappa evolutiva e, in questa direzione, siamo convinti della necessità di implementare e sviluppare ulteriormente le sinergie tra tutti gli operatori dell’assistenza e della presa in carico. Il sistema sanitario ha sinora operato secondo la logica dei silos, ma, oggi, è quanto mai necessario costruire ponti tra i vari soggetti. Nasce da qui l’idea alla base dell’Osservatorio, un importante luogo e strumento di analisi e di confronto». L’Osservatorio, realizzato da Fondazione Cannavò e Fofi, con la collaborazione di Federfarma, Assofarm, Sifo, Fenagifar, Università Bocconi, Cittadinanzattiva, Fimmg e Fimp, si pone «l’obiettivo di individuare i bisogni dei cittadini, rilevare le esigenze degli operatori, a partire dai medici, pediatri e farmacisti, registrare le criticità presenti, così da farne oggetto di valutazione, anche con l’intervento, laddove necessario, presso il decisore politico».

Un primo passo è proprio l’indagine realizzata, attraverso il punto di vista del cittadino, del farmacista e dei medici del territorio, nel corso del 2023 e presentata oggi. Molti sono i dati che emergono ma, di particolare rilievo, è «il tema della fiducia» spiega Erika Mallarini. «La vaccinazione, oggi, vede un importante calo rispetto alla fase pandemica. Le ragioni che hanno spinto i cittadini a vaccinarsi contro il Covid-19 sono state in molti casi di natura valoriale, non legate, quindi, a principi scientifici o razionali. La maggior parte dei rispondenti dichiara, non a caso, di essersi vaccinato per tutelare i propri familiari, la collettività o per paura». Da qui discende «la rilevanza dei soggetti che vaccinano - del medico e farmacista -, che non si esprime solo in termini di capillarità del servizio, ma soprattutto di patrimonio di fiducia. Il percorso che porta il paziente ad aderire alla vaccinazione trova giovamento anche dalla sistematicità di un rapporto costruito nel tempo e questo elemento va tenuto in considerazione nella costruzione del messaggio attorno al vaccino. MMG e farmacista possono avere un ruolo ancora più attivo nel veicolare le informazioni ai pazienti e possono ulteriormente migliorare l’efficacia della comunicazione».

Un secondo aspetto, «che rappresenta una ulteriore linea di riflessione, è la necessità di individuare modalità di approccio differenziate a seconda dell’età, del livello socioculturale, della condizione lavorativa del cittadino. In questo senso la Farmacia rappresenta un asset fondamentale, in quanto per natura è inclusiva ed è in grado di clusterizzare i messaggi che rivolge alla popolazione». Andando ad analizzare il percepito del farmacista, però, emerge qualche criticità di cui occorre tenere conto: «I farmacisti sono più che pronti e aperti alla vaccinazione, ma vanno anche messi nelle condizioni di poterla affrontare in maniera coordinata – integrata, cioè nelle strutture del Ssn – e soprattutto sostenibile. L’esperienza condotta sinora ha mostrato come, per vaccinare in farmacia, servano dai quattro agli otto collaboratori e spazi dedicati. In questo, l’evoluzione normativa ha dato una prima risposta, permettendo di costituire delle reti tra farmacie. Ma questi strumenti, nelle realtà territorialmente disagiate, presentano comunque complessità. C’è, poi, per tutti, un grosso problema di carenza di personale, su cui occorre attivarsi a livello di sistema». Spostando lo sguardo verso gli altri attori del territorio, «tra pediatri e medici di famiglia, emerge come le farmacie e i farmacisti siano ormai riconosciuti come presidi sanitari a tutti gli effetti. La prossimità viene colta come elemento di vantaggio per il paziente e l’integrazione come opportunità organizzativa».

Ma risulta «necessario favorire ulteriormente la collaborazione interprofessionale anche attraverso il FSE, che deve includere le informazioni vaccinali e deve essere reso accessibile al farmacista».
Infine, a essere evidenziata è anche «l’esigenza di una formazione più approfondita, lungo tutta la filiera, che vada a coprire non solo gli aspetti scientifici, tecnico-professionali, ma anche e soprattutto organizzativi e comunicativi».



TAG: FARMACISTI

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Youtube! Seguici su Linkedin! Segui il nostro Podcast su Spotify!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

23/02/2024

Stili di vita, nutrizione, adeguata attività fisica e mentale e uso di specifici supplementi possono modificare i processi di invecchiamento e di...

23/02/2024

Almeno 2 persone su 10 non sanno cosa sia il Fuoco di Sant'Antonio e una su 2 dice di saperne poco.  Eppure, quasi 2 su 3 conoscono altri che ne hanno sofferto e il...

23/02/2024

Novo Nordisk ed Eli Lilly hanno preso il comando nella corsa per conquistare l’ampia fetta del mercato dei farmaci per la perdita di peso, che si prevede avrà un...

23/02/2024

L'assemblea dei soci di Acc, la Rete Oncologica Nazionale del ministero della Salute, ha confermato alla direzione generale, per i prossimi 5 anni, Paolo De Paoli,...

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

©2024 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Via Spadolini, 7 - 20141 Milano (Italy)

Top