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06 Ottobre 2026

Sanità, la spesa sale ma pesa meno sul Pil. Ora il nodo delle risorse in manovra

Restano aperti i nodi di personale, territorio e liste d’attesa


spesa farmaci

La spesa sanitaria continuerà a crescere in valore assoluto, ma dal 2027 la sua incidenza sul Pil scenderà al 6,3%. È il quadro che emerge dalle nuove previsioni di finanza pubblica, mentre resta ancora da definire l’entità delle eventuali risorse aggiuntive che il Governo destinerà al Servizio sanitario nazionale con la prossima legge di Bilancio.

Per il 2027 la spesa sanitaria è prevista a circa 151,7 miliardi di euro, con un incremento di circa 446 milioni rispetto alle stime formulate ad aprile. Nel 2028 dovrebbe salire a circa 155,6 miliardi, quasi 600 milioni in più rispetto alla precedente previsione, per superare i 160 miliardi nel 2029.

A cambiare è però il rapporto con la ricchezza prodotta dal Paese. Se per il 2026 l’incidenza della spesa sanitaria sul Pil resta al 6,4%, dal 2027 al 2029 è prevista al 6,3%. La riduzione non corrisponde a un taglio della spesa sanitaria: in termini assoluti le risorse continuano infatti ad aumentare. A crescere sono però anche le previsioni sul Pil, con il risultato di ridurre il peso relativo della sanità sull’economia nazionale.

La Ragioneria generale dello Stato ha aggiornato nel maggio 2026 le previsioni sulla spesa sanitaria sulla base del Documento di finanza pubblica approvato il 22 aprile.

La partita decisiva riguarda ora la legge di Bilancio. Le cifre contenute nel quadro tendenziale descrivono infatti l’andamento della spesa sulla base della legislazione vigente e non quantificano le eventuali risorse aggiuntive che potranno essere stanziate con la manovra.

Tra i capitoli ancora aperti figurano il personale sanitario, le liste d’attesa e il funzionamento della nuova assistenza territoriale. Per Case e Ospedali di comunità, dopo la fase degli investimenti prevista dal Pnrr, il nodo riguarda in particolare la disponibilità di professionisti e delle risorse necessarie a rendere operative le strutture.

Sul personale, il quadro comprende anche il rinnovo contrattuale del comparto sanitario e gli interventi sulla formazione delle professioni sanitarie. Resta tuttavia il problema della carenza di professionisti in alcune aree del Servizio sanitario.

Un altro fronte riguarda le liste d’attesa, con il Piano nazionale 2026-2028 e la progressiva integrazione dei sistemi regionali con la piattaforma nazionale per il monitoraggio delle prestazioni e delle agende.

Il quadro finanziario definisce quindi il punto di partenza, ma non chiude la partita delle risorse. Sarà la prossima legge di Bilancio a stabilire se e in quale misura agli stanziamenti già previsti saranno aggiunti nuovi fondi per personale, assistenza territoriale e riduzione delle liste d’attesa.

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