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24 Settembre 2026

Biologi, Fno Tsrm e Pstrp: Il decreto va corretto, a rischio sovrapposizioni e sicurezza delle cure

La Fno Tsrm e Pstrp intervenirne nuovamente sullo schema di DPR relativo alla professione di biologo attualmente all’esame del Parlamento


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"Il testo va corretto prima dell'approvazione definitiva". È la richiesta della Fno Tsrm e Pstrp sullo schema di Dpr relativo alla professione di biologo, attualmente all'esame del Parlamento. Secondo la Federazione, la formulazione delle competenze rischia di creare sovrapposizioni con gli ambiti di altre professioni sanitarie e, di conseguenza, di generare contenzioso e criticità sul piano della responsabilità professionale. La posizione della Federazione trova un riferimento nel parere n. 1343/2026 del Consiglio di Stato sullo stesso schema di regolamento. Nell'esaminare la nuova formulazione dell'articolo 31 del Dpr 328/2001, Palazzo Spada ha rilevato che l'elencazione dettagliata delle attività dei biologi, accanto a competenze già previste dalla normativa, contiene anche formulazioni nuove che possono far ritenere introdotte attribuzioni nuove o parzialmente sovrapponibili a quelle di altre professioni.

Lo stesso Consiglio di Stato ha segnalato che un'eccessiva articolazione delle competenze può generare incertezza interpretativa e favorire contenziosi tra Ordini professionali. Per questo ha suggerito di valutare l'inserimento nel Dpr di una disposizione interpretativa che chiarisca il carattere ricognitivo degli ambiti elencati e il loro riferimento al "punto di vista biologico", richiamato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 345/1995. La Fno Tsrm e Pstrp è intervenuta sul provvedimento già nelle precedenti fasi istruttorie, segnalando possibili interferenze con le professioni rappresentate, in particolare Tecnici sanitari di laboratorio biomedico, Dietisti e Tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro. La questione è stata inoltre sottoposta alle Commissioni parlamentari competenti dalla Fia insieme alla Federazione nazionale degli Ordini dei chimici e dei fisici (FNFC), alla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO) e alla Federazione nazionale degli Ordini dei veterinari italiani (FNOVI). Le quattro Federazioni hanno proposto di inserire nel nuovo articolo 31 una clausola che specifichi che le attività dei biologi sono riferite agli aspetti biologici e devono essere esercitate nel rispetto delle funzioni e degli atti riservati dalla normativa alle altre professioni sanitarie.

"Non è in discussione il ruolo dei Biologi né la legittima evoluzione della loro professione - afferma Diego Catania, presidente della Fno Tsrm e Pstrp -. L'evoluzione delle competenze di qualsiasi professione sanitaria deve avvenire attraverso norme chiare, coerenti con i percorsi formativi e rispettose delle attribuzioni e delle responsabilità riconosciute alle altre professioni". Per Catania, la questione riguarda direttamente anche la tutela dei cittadini: "Quando le competenze incidono sulla salute delle persone, deve essere sempre possibile individuare con certezza chi è formato per svolgere una determinata attività e chi ne assume la relativa responsabilità professionale". La Federazione chiede quindi alle Commissioni parlamentari e al Governo di intervenire sull'Atto del Governo n. 440 prima della sua definitiva approvazione, recependo le indicazioni del Consiglio di Stato. L'obiettivo indicato è evitare sovrapposizioni tra competenze, mantenere coerenti formazione e responsabilità professionali e prevenire il contenzioso, a tutela dell'appropriatezza e della sicurezza delle prestazioni sanitarie.

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