manovra
03 Ottobre 2025Nella cornice della manovra, la spesa per la sanità salirà al 6,5% del Pil nel 2026. Resta da chiarire se si tratti di risorse aggiuntive o della conferma dei 4 miliardi già previsti

La sanità resta una delle priorità della manovra delineata dal Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), approvato dal Governo. Il testo conferma il rifinanziamento del Fondo sanitario nazionale (Fsn), con una spesa che nel 2026 si attesterà al 6,5% del Pil, in crescita rispetto al 6,3% del 2024. Un aumento dovuto anche alla revisione al ribasso delle stime di crescita economica. Nella relazione introduttiva, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato di una “ricomposizione del prelievo fiscale, riducendo l’incidenza del carico sui redditi da lavoro, e di un ulteriore rifinanziamento del fondo sanitario”. Resta però da capire se si tratti di nuove risorse rispetto ai 4 miliardi già stanziati con la precedente legge di bilancio per il 2026, o se il Dpfp si limiti a confermare gli impegni già assunti.
Il documento stima una crescita della spesa sanitaria dai circa 138 miliardi del 2024 a oltre 155 miliardi nel 2028. Un trend che conferma il peso crescente della sanità nei conti pubblici, accanto a pensioni e difesa, e che richiederà una gestione attenta delle risorse. Accanto al rifinanziamento del Fsn, il Dpfp richiama gli obiettivi della Missione Salute del Pnrr, che dispone di 15,63 miliardi. Tra i target già raggiunti si segnala il superamento delle Centrali operative territoriali (Cot): a fronte delle 480 previste entro il 2026, a fine 2024 erano già oltre 600. Restano strategici anche i progetti su assistenza domiciliare e telemedicina, con l’obiettivo di raggiungere 1,5 milioni di pazienti entro il 2026.
Particolare attenzione viene posta sulla digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale e sul ruolo delle farmacie di prossimità, che dovranno rafforzare l’offerta di televisite e telemonitoraggi, contribuendo a ridurre la pressione sugli ospedali. Il Documento apre inoltre a possibili modifiche nei criteri di riparto regionale delle risorse, da allineare ai nuovi sistemi di monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza. Restano sul tavolo, infine, le valutazioni su tetti di spesa farmaceutica e payback, con l’obiettivo di bilanciare sostenibilità e accesso ai farmaci.
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