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26 Novembre 2024

Fondo sanitario, Schillaci: da Governo più risorse in assoluto di sempre

“Questo Governo ha stanziato più risorse in assoluto per il Fondo sanitario nazionale”. Ma “le risorse non sono illimitate” e 'soprattutto vanno finalizzate a obiettivi ben definiti”. Così il ministro della Salute Orazio Schillaci 


schillaci

“Questo Governo ha stanziato più risorse in assoluto per il Fondo sanitario nazionale”. Ma “le risorse non sono illimitate” e 'soprattutto vanno finalizzate a obiettivi ben definiti in sede di programmazione sanitaria e all'interno di un sistema che dopo 46 anni mostra oggi diverse criticità in termini di organizzazione ed efficienza”. Così il ministro della Salute Orazio Schillaci nel suo intervento di apertura del Forum Risk Management di Arezzo sul tema Verso un nuovo sistema sanitario equo, solidale, sostenibile

Le risorse 

“Solo nel 2022-2026 - ha detto Schillaci - il finanziamento crescerà di 14,6 mld', a fronte di un aumento inferiore all'1% nella fase 2012-2019 (+6 mld) e di +8 miliardi registrati tra 2020 e 2021 durante la pandemia”. Ma “iniettare risorse senza aver risolto le criticità - ha proseguito - è come versare acqua in un serbatoio pieno di perdite. Bisogna prima sanare le falle”. Da qui la presentazione di una bozza di riforma, in cui garantire la sostenibilità del Ssn “fondato sui principi di universalità, uguaglianza ed equità”, in cui “recuperare la fiducia di cittadini e operatori verso il sistema sanitario pubblico”.

Approccio di integrazione tra i setting assistenziali

Secondo il ministro un modello organizzativo innovativo per curare i pazienti sarà il pre requisito “per far recuperare efficacia ed efficienza al sistema sanitario, contribuendo così alla sua sostenibilità in condizioni di equità. Per far questo - ha spiegato - occorrono nuovi standard di integrazione dei diversi setting, anche con la definizione di standard organizzativi e professionali, di volumi e di esito, a oggi mancanti', ha precisato. Quattro i pilastri della riforma: promuovere nuovi standard per il funzionamento delle reti cliniche di patologia di livello regionale, come le reti tempo-dipendenti ma anche definire reti nazionali di patologia come per le malattie rare e reti nazionali tra strutture di eccellenza per specifici ambiti come quello pediatrico; investire nello sviluppo dei percorsi integrati di assistenza e cura a livello ospedaliero, territoriale, domiciliare promuovendo la telemedicina; istituzionalizzare e promuovere il modello di lavoro in team multidisciplinari a tutti i livelli; delineare nuovi ruoli professionali pro integrazione organizzativa, come il case manager. “La transizione verso il nuovo modello va sostenuta grazie a nuove regole di ingaggio per gli operatori anche agendo sulla componente organizzativa ed economica dei contratti di lavoro, facendo leva sulla digitalizzazione del sistema e sull'interoperabilità delle banche dati in fase di avanzata realizzazione”, ha detto il ministro.

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