vaccini
29 Giugno 2023 È chiaro che abbiamo una grande necessità in questo nostro Paese: spostare l'asse dalla cura alla prevenzione e il tema delle vaccinazioni è un campo di prevenzione primaria. Dobbiamo incidere molto sulla pratica vaccinale, nella popolazione infantile e negli anziani, per preservare la salute anche in termini di autosufficienza della persona
"È chiaro che abbiamo una grande necessità in questo nostro Paese: spostare l'asse dalla cura alla prevenzione e il tema delle vaccinazioni è un campo di prevenzione primaria. Dobbiamo incidere molto sulla pratica vaccinale, nella popolazione infantile e negli anziani, per preservare la salute anche in termini di autosufficienza della persona". Lo ha detto Ignazio Zullo, membro della X Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato, intervenuto a margine dell'evento 'Frames - Messa a fuoco sull'Herpes zoster. Nuove prospettive di prevenzione nel paziente oncologico', promosso da Gsk a Roma.
La pratica vaccinale diventa dunque volano di salute e fornisce un più ampio beneficio economico individuale e sociale, spiega Zullo. "Ci troviamo di fronte a tanti bisogni di salute che emergono giorno dopo giorno - osserva - e c'è un sommerso che deve ancora emergere. Dall'altra parte abbiamo una necessità di risorse che non sono infinite e che dobbiamo saper razionalizzare. Il risparmio non è un risparmio di spesa, ma è la razionalizzazione della spesa, una corretta allocazione e un corretto uso delle risorse. Una pratica di corretto uso di risorse - conclude - sta proprio nella prevenzione e fulcro della prevenzione sono le vaccinazioni".
'C'è assolutamente bisogno di rafforzare la comunicazione e l'informazione rivolta in generale a tutte le cittadine e cittadini italiani, in particolare alla popolazione più fragile, come gli anziani, di modo che si aumenti l'accesso alla prevenzione vaccinale e si diffonda e si consolidi l'idea che il vaccino è di aiuto soprattutto alle persone con fragilità, che presentano una patologia cronica, una morbilità o una comorbilità, per proteggersi dall'impatto di altre patologie che possono aggiungersi alla loro'' ha sottolineato a sua volta Annalisa Mandorino, segretaria generale Cittadinanzattiva, intervenendo all’evento.
Il ruolo indispensabile per garantire una corretta informazione sui benefici del vaccino, in relazione alla patologia dei pazienti, secondo Mandorino, è svolto ''tanto dal medico di medicina generale quanto dagli specialisti che hanno in carico le persone con patologia, specialmente con patologia pregressa. Come Cittadinanzattiva – ricorda - abbiamo lavorato in questi anni per costituire un'alleanza più salda tra i medici di medicina generale, gli specialisti, gli oncologi, i cittadini e i pazienti, proprio perché è dalla sinergia tra queste figure, e dal livello di prossimità di dialogo, che si può instaurare tra di loro, che si possono aumentare le coperture vaccinali e quindi l'efficacia del vaccino stesso, sia per i singoli, sia per la collettività''.
Tuttavia, non è solo una questione di maggiore informazione, ma anche di accessibilità alla prevenzione, difforme a seconda della regione del Paese in cui risiede il paziente. ''Occorre - conclude Mandorino -creare dei circuiti virtuosi per permettere ai pazienti di vaccinarsi, quindi facilitare tutto quello che è l'aspetto organizzativo del vaccino, per esempio, distribuendo, aumentando e accrescendo i luoghi dove la vaccinazione per gli adulti può essere somministrata''.
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