Dazi
28 Luglio 2025Farmaceutica e semiconduttori resteranno esenti per ora, ma l’intesa Trump-von der Leyen fissa una tariffa doganale massima. Cresce la preoccupazione per gli effetti sulle imprese e sulla sanità europea

I dazi che gli Stati Uniti applicheranno sui farmaci importati dall’Unione Europea, se e quando verranno introdotti, non supereranno il 15%. Lo ha ribadito oggi un alto funzionario europeo, chiarendo che l'intesa raggiunta tra il presidente Donald Trump e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen prevede un tetto massimo per la farmaceutica, al pari dei semiconduttori. Attualmente i medicinali importati dall’Ue negli USA restano esenti da dazi. Tuttavia, a partire dal primo agosto, scatteranno nuove tariffe del 15% su circa il 70% delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti, per un valore stimato in circa 380 miliardi di euro. La misura, secondo fonti Ue, dovrebbe portare un “immediato sollievo” per i produttori europei in termini di certezza e stabilità commerciale, ma non riguarderà per ora il comparto farmaceutico.
Questo perché i farmaci – come altri settori sensibili – sono ancora oggetto di valutazione da parte della Casa Bianca nell’ambito delle indagini avviate secondo la Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962. Trump, ha precisato il funzionario, "ha voluto chiarire che hanno le mani libere su come concludere le indagini", ma "è parte dell’intesa" che, una volta introdotti, i dazi non supereranno il 15%. Alcuni farmaci generici potrebbero continuare a rimanere totalmente esenti dalle tariffe. Come annunciato dalla presidente von der Leyen, la dichiarazione ufficiale sui dazi, attesa entro il primo agosto, conterrà dettagli sulle molecole escluse. Il cuore dell’accordo è l’introduzione di una tariffa unica del 15% sulla maggior parte dei settori, tra cui farmaceutica, automobili e semiconduttori. "È un tetto massimo chiaro: niente accumulo, tutto incluso", ha sottolineato von der Leyen. Tuttavia, dal fronte politico italiano non mancano critiche.
Per Marina Sereni, responsabile Sanità nella segreteria Pd, "ci vuole un bel coraggio a considerare l’intesa un buon accordo". In una nota diffusa oggi, Sereni parla apertamente di “resa” da parte dell’Unione Europea, denunciando non solo i dazi aggiuntivi del 15%, ma anche l’impegno europeo ad acquistare gas e armamenti dagli Usa per centinaia di miliardi nei prossimi tre anni, oltre alla rinuncia a tassare i colossi del web. "In uno scenario in cui, tra l’altro, non è affatto vero che si supera l’incertezza – aggiunge Sereni – mancano ancora molti dettagli per settori cruciali, come quello della farmaceutica, e da Trump possiamo ancora aspettarci brutte sorprese". L’esponente dem chiama in causa anche l’esecutivo italiano: "L’Ue, seguendo la linea di Meloni e Merz, ha accettato una resa. Ora smettano con la propaganda e si diano da fare almeno per contenere i danni su imprese e lavoratori italiani ed europei".
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