Turimso sanitario
07 Aprile 2025Nella riunione plenaria, sollecitata dall’On. Picaro, si è parlato dei rischi di recarsi in Paesi Extra Ue per ottenere le cure dei possibili interventi. Al via campagne informative in tutti gli Stati membri

Il Parlamento Europeo, nella seduta plenaria del 3 aprile, ha dedicato un dibattito al turismo sanitario ed in particolare a quello odontoiatrico. A sollevare la questione una interrogazione orale rivolta alla Commissione dall’italiano On. Michele Picaro, appresentante del gruppo ECR.
L’on. Picaro, evidenziando il problema del turismo odontoiatrico ha chiesto alla Commissione quali azioni stia intraprendendo per assicurare che i cittadini dell'Unione siano adeguatamente tutelati e informati quando scelgono di usufruire di servizi dentistici al di fuori dell'UE. Un turismo sanitario che visto da Bruxelles non è quello dei cittadini dei singoli Paesi dell’Unione che si recano in Paesi UE per le cure ma dei cittadini Europei che si recano in paesi extra UE.
A rispondere all’On. Picaro, il Commissario europeo per la salute Olivér Várhelyi (ungherese) che ha voluto distinguere tra l'assistenza sanitaria transfrontaliera all'interno dell'UE e i trattamenti medici fuori dall'UE. “Esistono differenze significative tra l'assistenza sanitaria transfrontaliera all'interno dell'UE e il viaggio per cure mediche al di fuori dell'UE”, ha detto spiegando che la direttiva sui diritti dei pazienti nell'assistenza sanitaria transfrontaliera e le norme sul coordinamento della sicurezza sociale regolano le spese e i rimborsi per le cure ricevute in un altro Stato membro. I cittadini dell'UE hanno accesso a cure mediche sicure e di alta qualità in qualsiasi Stato membro, con opzioni di rimborso e informazioni trasparenti sui fornitori di servizi medici.
Le strutture mediche nell'UE, ha spiegato il Commissario, sono soggette a severe norme di salute e sicurezza, garantendo trattamenti di alta qualità. I sistemi sanitari dell'UE sono interconnessi, facilitando il trasferimento di cartelle cliniche e l'assistenza di follow-up. Al contrario, ha detto, viaggiare per ottenere cure mediche al di fuori dell'UE coinvolge i cittadini dell'UE che cercano assistenza sanitaria spesso per questioni economiche o sulla disponibilità di determinate terapie o esami. Il rischio, spiega, è che i pazienti possono essere esposti a pratiche mediche non regolamentate e hanno poco o nessun ricorso legale se qualcosa va storto. Le norme sanitarie variano significativamente al di fuori dell'UE, con rischi di diagnosi errata, infezioni o procedure al di sotto degli standard. Le cartelle cliniche potrebbero non essere facilmente accessibili, rendendo difficile l'assistenza in situazioni di emergenza o il follow-up.
La Commissione europea ha informato il Commissario, sta conducendo una campagna di sensibilizzazione sui diritti dei pazienti nell'assistenza sanitaria transfrontaliera, con workshop nazionali per informare sui vantaggi e sui rischi. Rafforzare i servizi medici transfrontalieri sicuri e affidabili all'interno dell'UE, ha detto, è essenziale per il futuro dell'assistenza sanitaria europea. "Stiamo costruendo una forte Unione europea della sanità in cui i cittadini hanno il diritto di ricevere assistenza sanitaria di alta qualità, indipendentemente da dove vivono o da dove viaggiano nell'UE”.
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