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12 Marzo 2025

Farmaci essenziali, al via Critical Medicines Act. Il piano Ue per spingere produzione in Europa

La Commissione europea da Strasburgo ha svelato la sua proposta di regolamento sui medicinali critici per rafforzare la capacità produttiva di farmaci essenziali e dei loro principi attivi in Europa, dal momento che oggi l'Ue dipende per il 60-80% dalla produzione di Cina e India


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Progetti strategici "per aumentare la capacità produttiva dell'Ue" di farmaci critici, piani nazionali per la sicurezza dell'approvvigionamento e acquisti congiunti coordinati da Bruxelles, anche se su base volontaria. La Commissione europea da Strasburgo ha svelato la sua proposta di regolamento sui medicinali critici ('Critical Medicines Act') per rafforzare la capacità produttiva di farmaci essenziali e dei loro principi attivi in Europa, dal momento che oggi l'Ue dipende per il 60-80% dalla produzione di Cina e India. La proposta di regolamento si basa sul primo elenco di medicinali critici stilato dall'Ue a dicembre 2023, con oltre 200 principi attivi usati per i farmaci ad uso umano, tra cui paracetamolo, insulina, vaccini per malattie comuni e ansiolitici come il diazepam. 

Al centro della proposta, la revisione delle norme per gli appalti pubblici per i farmaci considerati critici, così da introdurre criteri di aggiudicazione diversi dal prezzo più basso disponibile, dando priorità, ad esempio, a criteri come la diversificazione dei principi attivi. In caso di "elevata dipendenza da un singolo Paese o da un numero limitato di paesi", i governi dovranno anche utilizzare requisiti di appalto che favoriscano la produzione 'Made in Europe' dei farmaci per rafforzare la capacità. Entro sei mesi dall'entrata in vigore del regolamento - che dovrà essere approvato da Parlamento e Consiglio Ue - i Paesi membri Ue dovranno mettere a punto un piano nazionale a sostegno della sicurezza dell'approvvigionamento di medicinali essenziali, passando anche per la revisione dei requisiti per gli appalti. Il regolamento prevede che le capitali individuino una serie di 'progetti strategici' verso cui incanalare finanziamenti, sia europei che nazionali, e che possano avvalersi di autorizzazioni e sostegno amministrativo "accelerato", si legge nel documento. I progetti strategici saranno considerati tali quando veicolo di "un contributo alla sicurezza dell'approvvigionamento dei medicinali critici nell'Unione e, quindi, di interesse pubblico". In ultimo, la Commissione europea, fa leva sulla possibilità di coordinare gli acquisti congiunti dei farmaci su richiesta di "tre o più Stati membri" e di "esplorare partnership internazionali" con nuovi Paesi e regioni per diversificare le proprie catene di approvvigionamento, evitando la dipendenza da uno o pochi fornitori. Priorità - a detta del commissario alla Salute, Oliver Varhelyi - sarà garantita ai Paesi candidati e a quelli del vicinato per "riportare la produzione in Europa". 

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