Acque reflue
12 Marzo 2025In particolare, le farmaceutiche contestano la decisione del legislatore europeo di conferire a soli due settori - la farmaceutica e la cosmetica - la responsabilità di contribuire economicamente alle spese per il trattamento delle acque reflue urbane

L'associazione delle aziende farmaceutiche europee (Efpia) ha presentato ricorso al Tribunale dell'Unione Europea contro la nuova direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane. In particolare, le farmaceutiche contestano la decisione del legislatore europeo di conferire a soli due settori - la farmaceutica e la cosmetica - la responsabilità di contribuire economicamente alle spese per il trattamento delle acque reflue urbane finalizzato a rimuovere i micro-inquinanti (cosiddetto trattamento quaternario). Per le aziende, la norma contrasta con i principi di proporzionalità, non discriminazione e quello detto del "chi inquina paga". Sono inoltre contrari al requisito della certezza del diritto. "Stiamo chiedendo chiarezza giuridica sulla direttiva, dopo aver tentato, senza successo, di ottenere dalla Commissione europea chiarimenti sulla logica per cui solo le industrie farmaceutiche e cosmetiche dovrebbero essere ritenute responsabili dell'inquinamento delle acque in Europa, nonostante le prove suggeriscano che altri settori dovrebbero essere inclusi", ha affermato in una nota la direttrice generale dell'Efpia Nathalie Moll.
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