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AI Act

05 Febbraio 2025

Intelligenza artificiale, scattano i primi divieti dell’AI Act. Che cosa cambia per il settore sanitario

La Commissione Europea ha pubblicato le linee guida per imprese e Stati membri, stabilendo un quadro chiaro per l’attuazione delle regole e garantendo certezza giuridica agli operatori del settore, comprese le strutture sanitarie e i professionisti della salute


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Dal 2 febbraio 2025, sono entrati in vigore i primi divieti dell’AI Act, la normativa europea sull’intelligenza artificiale approvata a maggio 2024

La Commissione Europea ha pubblicato le linee guida per imprese e Stati membri, stabilendo un quadro chiaro per l’attuazione delle regole e garantendo certezza giuridica agli operatori del settore, comprese le strutture sanitarie e i professionisti della salute.

Le otto pratiche vietate e l’impatto per il mondo sanitario

Il regolamento prevede otto pratiche vietate nell’uso dell’IA, tra cui:

  • Tecniche manipolative e subliminali.
  • Sfruttamento delle vulnerabilità di persone fragili (legate a età, disabilità, situazione sociale o economica).
  • Social scoring.
  • Polizia predittiva basata esclusivamente sulla profilazione delle persone.
  • Scraping non mirato di immagini facciali da Internet o da telecamere a circuito chiuso per database di riconoscimento facciale.
  • Riconoscimento delle emozioni sul posto di lavoro e nelle scuole.
  • Sistemi di categorizzazione biometrica basati su dati sensibili (orientamento sessuale, convinzioni politiche, razza, ecc.).
  • Identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi pubblici da parte delle forze dell’ordine, salvo eccezioni limitate.

Per il settore sanitario, questo significa che l’uso di IA per analizzare espressioni facciali, emozioni o identificare pazienti tramite strumenti di riconoscimento biometrico potrebbe essere vietato o fortemente regolamentato.

Chi vigilerà sull’AI Act in Italia?

Gli Stati membri devono designare le autorità di vigilanza entro il 2 agosto 2025. In Italia, il disegno di legge n. 1146 del 2024 ha stabilito che la supervisione sarà affidata a:

  • Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), che promuoverà la conformità dei sistemi di IA.
  • Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), responsabile di vigilanza, ispezioni e sanzioni.

Il Garante per la protezione dei dati personali potrebbe avere un ruolo chiave per limitare i rischi, come già avvenuto con ChatGPT e altri sistemi di IA.

Che cosa devono fare gli operatori sanitari?

I professionisti del settore sanitario dovranno:

  1. Verificare che i sistemi IA utilizzati nelle strutture sanitarie rispettino i nuovi divieti.
  2. Evitare strumenti di IA che possano raccogliere dati biometrici o analizzare emozioni senza consenso.
  3. Attendere ulteriori indicazioni dalle autorità nazionali di vigilanza per l’implementazione delle norme.

L’AI Act rappresenta un passo fondamentale per garantire un utilizzo etico e sicuro dell’intelligenza artificiale nel settore sanitario. Il prossimo anno sarà cruciale per l’adeguamento delle strutture e dei professionisti alle nuove regole.

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