intelligenza artificiale
12 Gennaio 2026L’11% dei cittadini italiani ha già utilizzato l’IA generativa in ambito salute soprattutto per cercare informazioni su problemi sanitari e malattie
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L’11% dei cittadini italiani ha già utilizzato strumenti di intelligenza artificiale generativa in ambito salute, soprattutto per cercare informazioni su problemi sanitari e malattie (47% dei casi) e su farmaci e terapie (39%). I principali motivi di utilizzo sono la rapidità di accesso alle informazioni (50%) e la facilità d’uso (44%). È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, diffusi in occasione del lancio di ChatGPT Salute da parte di OpenAI.
«La nascita di ChatGPT Salute è un passo avanti rilevante che consente un uso più appropriato dell’intelligenza artificiale tra cittadini e pazienti sui temi della salute», ha dichiarato Chiara Sgarbossa, direttrice dell’Osservatorio. La soluzione è descritta come uno strumento specifico per supportare la gestione delle informazioni su salute e benessere, ma non per fornire diagnosi o raccomandazioni mediche.
Secondo quanto riferito da OpenAI, oltre 230 milioni di persone nel mondo pongono ogni settimana domande su salute e benessere attraverso ChatGPT. Un dato che, per l’Osservatorio, conferma come l’IA generativa sia già entrata nelle abitudini di accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini.
ChatGPT Salute è progettata per aiutare gli utenti a comprendere meglio i dati sanitari, prepararsi alle visite, orientarsi tra fonti e informazioni e ricevere indicazioni su benessere e stili di vita, anche attraverso l’integrazione con cartelle cliniche elettroniche e applicazioni per la salute. Particolare attenzione è posta ai temi di privacy e sicurezza: le conversazioni sanitarie non vengono utilizzate per addestrare i modelli di linguaggio e sono protette da meccanismi di isolamento e crittografia, secondo quanto comunicato dall’azienda.
Lo sviluppo della piattaforma è avvenuto in collaborazione con oltre 260 medici attivi in 60 Paesi, che hanno fornito più di 600.000 feedback sul funzionamento del sistema. L’accesso è inizialmente limitato a un gruppo di utenti in modalità early access.
Per l’Osservatorio Sanità Digitale, l’evoluzione verso soluzioni dedicate rappresenta un passaggio rilevante per superare i limiti degli strumenti di intelligenza artificiale generalisti, talvolta utilizzati in modo improprio in ambito sanitario. «Per fornire supporto o indicazioni sui temi della salute è fondamentale disporre di soluzioni specifiche, in grado di gestire la sensibilità dei dati sanitari e basate su informazioni certificate», ha sottolineato Sgarbossa.
Resta invece imprescindibile il coinvolgimento diretto del medico per le applicazioni che si avvicinano all’ambito clinico e diagnostico. La distinzione tra supporto informativo e attività clinica viene indicata come un elemento centrale per un utilizzo appropriato dell’IA in sanità.
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