Medicina
22 Marzo 2024In occasione della XVII edizione della Giornata nazionale del polline, l’Ispra e la Società italiana di aerobiologia medicina e ambiente presentano i nuovi strumenti per la tutela della salute in ottica One health
App che seguono i pazienti con rinite allergica e mettono in relazione i dati sui sintomi, centri di monitoraggio sulla diffusione del polline che basano i modelli su tecnologie sempre più sofisticate e un nuovo portale di informazione. Sono queste alcune delle novità illustrate durante il webinar, dal titolo “Il monitoraggio aerobiologico: strumento indispensabile per la protezione della salute nel modello One Health”, promosso dall’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e dalla Società italiana di aerobiologia medicina e ambiente (Siama). L’evento è stato curato in occasione della XVII edizione della Giornata nazionale del polline che ha lo scopo di promuovere l’aerobiologia come disciplina nello studio delle problematiche ambientali connesse alla malattia allergica e di contribuire a diffondere la cultura dell’approccio multidisciplinare ai temi della salute dell’uomo e dell’ambiente.
Come ricorda Lorenzo Cecchi, presidente Associazione allergologi immunologi italiani territoriali e ospedalieri (Aaiito), “La diffusione del polline ha un ruolo indicatore dell’ambiente e delle malattie respiratorie”, ed è quindi rilevante mantenere alta l’attenzione sullo studio degli indicatori. Dell’aggiornamento del monitoraggio del polline, parla anche in apertura Mario di Gioacchino, presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic): “Per noi specialisti – afferma – è importante dal punto di vista diagnostico”. Chi spiega gli scopi della aerobiologia è Alessandro Di Menno di Bucchianico dell’Ispra: “la disciplina – illustra – mette in relazione la presenza di pollini con la salute umana”. Ogni anno, a inizio primavera, l’Istituto presenta un rapporto sullo stato di diffusione; tuttavia, “ci troviamo a volte – critica Di Menno – a dover riscontrare la chiusura delle stazioni di monitoraggio che potrebbero essere utili per salvaguardare la salute”.
In Italia si stima che circa il 15-20% della popolazione soffra di allergie. Il fenomeno però è in crescita, specie fra i giovani e le donne. “Il tema delle allergie – evidenzia Federico Serra, capo segreteria dell’intergruppo parlamentare sulle allergie respiratorie, intervenuto al webinar – non può essere affrontato a silos, bensì con le giuste sinergie”. Sul piano economico e sociale, Serra rammenta come i costi diretti delle allergie siano bassi, dal momento che rappresentano meno del 2% della spesa sanitaria, mentre sono più alti quelli indiretti che gravano sulla spesa sociale in termini di giornate lavorative perse. “Abbiamo notato – spiega – che le allergie non sempre vengono considerate con la stessa attenzione, da qui la necessità di siglare un patto fra parlamentari e società scientifiche per impegnare il governo affinché la malattia non sia sottovalutata o non compresa a livello di programmazione sanitaria e ci auguriamo che nel Piano nazionale delle criticità possano trovare la giusta attenzione”.
Durante il webinar è stato presentato il nuovo sito (pollnet.isprambiente.it), fruibile da tutti i cittadini per rimanere aggiornati sui lavori di studio della diffusione dei pollini. “Il portale deve essere una vetrina di contenuti per la divulgazione”, illustra Francesco Loreti, responsabile dello sviluppo e dei servizi intranet dell’Ispra. “I bollettini – aggiunge – sono inseriti dalle Arpa ed al cittadino è data la possibilità di vederli sia a livello regionale sia per stazione”. Altro strumento innovativo usato per lo studio della diffusione è il machine learning, così come spiega Francesco Monnati, ricercatore del dipartimento di Fisica dell’Università di Tor Vergata, che descrive il progetto @IT2020, inserito nel macro-progetto multicentrico europeo. “I dati che entreranno nell’algoritmo – descrive – derivano da una visita allergologica, la storia clinica del paziente, i test in vivo e l’allergy monitor che produce una sintomatologia nel tempo, comparata con la zona di interesse, acquisita da una app mobile con la quale il paziente risponde quotidianamente alle domande costruendo la sintomatologia”.
Sono molti altri gli strumenti che possono aiutare nello studio dei pollini per avere informazioni sull’ambiente e la salute umana. Camillo Silibello, co-fondatore di Arianet una società di consulenza scientifica, nell’esporre alcuni modelli per il monitoraggio in varie aree geografiche in Italia, sottolinea “la necessità di avere mappe dettagliate, per migliorare l’accuratezza di previsione. Le mappe – osserva – non sono sempre di facile reperimento, specie per le graminacee”. Luisa Brussino, professore associato del dipartimento di Scienze mediche dell’Università di Torino, propone di diffondere il progetto pilota “Mask air”, nato nel 2019 all’Università di Montpellier per monitorare i sintomi della rinite allergica, tramite i dati derivati da una app, usata già da 36mila pazienti in 30 Paesi. “L’app – commenta – consente di incrociare i sintomi quotidiani con il calendario pollinico. Il paziente, in occasione della visita specialistica, installa l’app e compila ogni giorno i dati che possono essere condivisi con il medico che lo segue. La rinite allergica è una patologia caratterizzata da sintomi dopo una esposizione ad allergeni in un soggetto sensibilizzato e ha una elevata prevalenza in Europa. Fra le principali comorbilità c’è l’asma che interessa oltre 300milioni di persone nel mondo, spesso in forma non controllata o grave. Le riacutizzazioni, in questo caso, possono essere estremamente gravi e mortali. L’aderenza alla terapia nei pazienti è scarsa e dovuta a diversi fattori. Secondo un’indagine Doxa del 2017, su 251 pazienti asmatici, a fronte di una prescrizione medica, solo il 28% assumeva il farmaco”. Secondo la docente invece con l’utilizzo di un’app da parte del paziente si potrebbe essere un monitoraggio continuo.
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