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24 Ottobre 2023 Si apre a Roma il congresso della Sihta, la Società Italiana di Health Technology Assessment. ''L'Hta - sottolinea il presidente Sihta Francesco Saverio Mennini – è lo strumento principale che dobbiamo e possiamo utilizzare per far sì che si possa realmente mettere in piedi un modello di programmazione e pianificazione sanitaria
Si apre a Roma il congresso della Sihta, la Società Italiana di Health Technology Assessment. ''L'Hta - sottolinea il presidente Sihta Francesco Saverio Mennini – è lo strumento principale che dobbiamo e possiamo utilizzare per far sì che si possa realmente mettere in piedi un modello di programmazione e pianificazione sanitaria. Obiettivo che non è raggiungibile senza l'ausilio, fondamentale, dei professionisti, delle tecnologie e dei modelli organizzativi che siano atti proprio a facilitare anche l'accesso alle cure e alle tecnologie".
È questo il messaggio che Sihta intende lanciare attraverso i lavori del suo XVI congresso nazionale 'Hta è programmazione. Professionisti, tecnologie, organizzazione', da oggi al 26 ottobre con un ricco programma di sessioni plenarie, approfondimenti e workshop specifici, analizzerà in modo puntuale il momento decisivo che stiamo vivendo alla luce del nuovo contesto istituzionale (Regolamento europeo dell'Hta, Riforma dell'Aifa, Programma Nazionale Hta 2023-2025, decreto tariffe).
Giandomenico Nollo, vicepresidente Sihta, sottolinea la necessità di operare scelte adatte a governare, al meglio, l'innovazione. "L'introduzione massiva di intelligenza artificiale nei processi di cura solleva interrogativi e preoccupazioni sulla nostra capacità di gestire questo enorme potenziale e sulle ricadute che queste possono avere sul paziente, sui professionisti, sulla società, con implicazioni etiche e legali che possiamo intravedere, ma di cui non abbiamo ancora una visione precisa. Il Pnrr - avverte - può essere una risorsa importante, in particolare sulle spese in conto capitale. Tuttavia, se queste non saranno accompagnate da una riorganizzazione coraggiosa del sistema, questi investimenti rischiano divenire addirittura dannosi oltre che inutili. Serve quindi uno sguardo d'insieme e di lungo periodo, sguardo che potremmo identificare come programmazione, non intesa come mero esercizio finanziario, ma bensì come pianificazione del percorso, analisi e proiezione dei bisogni, ridefinizione dei modelli di cura ed organizzativi, presa in carico, collaborazione pubblico-privato, finanziamento''.
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