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Tumore al seno

13 Ottobre 2026

Tumore al seno metastatico, IncontraDonna: serve un PDTA nazionale uniforme

All'incontro presso Agenas richiesti percorsi omogenei, maggiore accesso agli studi clinici e supporto nutrizionale


tumore al seno (2)

Un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale (PDTA) nazionale uniforme, capace di garantire alle donne con tumore al seno metastatico continuità assistenziale, accesso alle cure e integrazione dei diversi bisogni clinici. È la richiesta avanzata dalla Fondazione IncontraDonna il 13 ottobre a Roma, durante la terza edizione di Officina #Metastabile, organizzata nella sede dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) in occasione della Giornata nazionale di sensibilizzazione per il tumore al seno metastatico.

In Italia sono oltre 55.000 le donne che convivono con questa forma di carcinoma mammario. Secondo quanto riportato dagli organizzatori, il numero è in crescita anche per effetto dei progressi terapeutici e dell'aumento della sopravvivenza, che rendono possibile una gestione prolungata della malattia.

«Per le donne con tumore al seno metastatico è essenziale superare le differenze territoriali e arrivare a un PDTA nazionale uniforme, realmente applicato e capace di integrare tutte le dimensioni della cura», afferma Antonella Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna.

La proposta nasce anche dai risultati di due gruppi di confronto tra clinici e pazienti, dedicati alla partecipazione agli studi clinici e alla nutrizione durante i trattamenti oncologici.

Sul primo versante emerge la necessità di migliorare la comunicazione con le donne coinvolte nelle sperimentazioni. Fiducia nei medici, chiarezza delle informazioni ed empatia degli specialisti sono indicate tra le condizioni che influenzano la partecipazione e la permanenza negli studi. Tra le proposte figura anche un maggiore coinvolgimento del personale infermieristico.

Secondo Andrea Botticelli, oncologo, membro del consiglio di amministrazione di Fondazione IncontraDonna e responsabile scientifico dei gruppi di confronto, l'arruolamento delle pazienti negli studi clinici risulta disomogeneo sul territorio nazionale. Un PDTA dedicato potrebbe contribuire a rendere più uniforme l'accesso alle sperimentazioni.

Il secondo ambito riguarda il supporto nutrizionale. Dai gruppi di confronto emerge la richiesta di una figura professionale di riferimento, stabile e accessibile all'interno della struttura di cura, insieme a un monitoraggio continuativo del peso, dello stato nutrizionale e della massa muscolare durante e dopo le terapie.

Per la Fondazione, questi interventi dovrebbero entrare stabilmente nei percorsi assistenziali oncologici e nei PDTA.

«I progressi della ricerca e dell'innovazione terapeutica nel trattamento del tumore al seno metastatico devono tradursi anche in una migliore organizzazione del percorso delle pazienti», sottolinea Angelo Tanese, direttore generale di Agenas. L'Agenzia, aggiunge, ha il compito di accompagnare le Regioni nello sviluppo delle reti oncologiche e nella valutazione degli esiti delle cure.

Durante l'incontro, Sergio Iavicoli, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, ha richiamato anche gli interventi nazionali sulla prevenzione del carcinoma mammario. In particolare, ha riferito l'estensione dello screening mammografico gratuito alla fascia di età 45-74 anni, rispetto alla precedente 50-69 anni.

Iavicoli ha inoltre segnalato che i nuovi Livelli essenziali di assistenza prevedono percorsi di sorveglianza e prevenzione per le donne con rischio ereditario e nuovi test per orientare la scelta terapeutica nei carcinomi mammari in fase iniziale, sulla base delle caratteristiche genetiche della neoplasia.

Il progetto Officina #Metastabile intende portare le esigenze raccolte direttamente dalle pazienti al confronto con istituzioni e professionisti sanitari, con l'obiettivo di migliorare l'organizzazione dei percorsi di cura e ridurre le differenze territoriali nell'assistenza.

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