Malattie rare
23 Dicembre 2025Nel 2025 un neonato con una malattia metabolica ultrarara ha ricevuto il primo trattamento di editing genetico su misura, aprendo nuovi scenari regolatori

Nel 2025 un neonato con una malattia metabolica ultrarara è diventato il primo paziente al mondo a ricevere un trattamento di editing genetico personalizzato. Il risultato è stato selezionato dalla rivista Science tra i principali “Runners-up” scientifici dell’anno, per il potenziale impatto sulla cura delle malattie genetiche rare.
Il bambino, KJ Muldoon, era nato a Philadelphia con una mutazione in un gene chiamato CSP1, responsabile della produzione di un enzima epatico necessario a detossificare l’ammoniaca. In assenza di trattamento, la patologia può determinare un accumulo pericoloso della sostanza nel sangue e nel cervello, richiedendo una dieta estremamente restrittiva e, in molti casi, un trapianto di fegato.
Poco dopo la nascita, i ricercatori hanno sviluppato un base editor, una variante delle tecnologie di editing genetico, progettato specificamente per correggere l’errore di sequenza presente nel gene del bambino. Dopo test preclinici su cellule e modelli animali, nel febbraio 2025 è arrivata l’autorizzazione al trattamento. A sei mesi di età, KJ ha ricevuto un’infusione di nanoparticelle lipidiche contenenti le istruzioni genetiche per l’editor.
Secondo quanto riportato da Science, dopo la prima somministrazione e due dosi successive, il neonato ha potuto assumere più proteine, ha mostrato un miglioramento della crescita ponderale e ha ridotto il fabbisogno di farmaci per il controllo dei livelli di ammoniaca.
Sulla base di questa esperienza, il gruppo di ricerca prevede di adattare la stessa piattaforma di base editing per trattare cinque pazienti con disturbi metabolici simili causati da mutazioni diverse. La Food and Drug Administration statunitense ha stabilito che, poiché le terapie personalizzate differiscono solo in minima parte tra loro, potranno essere valutate all’interno di un unico studio clinico, introducendo un elemento di semplificazione regolatoria.
Science segnala che, nello stesso anno, un editor di base progettato per correggere una mutazione condivisa da più pazienti è stato utilizzato per la prima volta anche in adulti, sempre a livello epatico. La rivista sottolinea tuttavia che queste terapie presentano criticità rilevanti, tra cui costi elevati e incertezze ancora aperte sulla sicurezza a lungo termine dell’editing genetico.
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