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23 Dicembre 2025

Xenotrapianti, nuovi record di funzionalità dei reni di maiale

Nel 2025 i reni di maiale geneticamente modificati hanno raggiunto nuovi record di durata nell’uomo, avvicinando gli xenotrapianti alla sperimentazione clinica


Foto chirurgia trapianto

Nel 2025 gli xenotrapianti hanno compiuto un avanzamento rilevante, stabilendo nuovi record di funzionalità di organi animali trapiantati nell’uomo. Il risultato è segnalato dalla rivista Science tra i “Runners-up” dell’anno, come uno dei progressi più concreti nella ricerca di soluzioni alla carenza di organi per trapianto.

Secondo quanto riportato, un rene di maiale geneticamente modificato ha funzionato per quasi nove mesi nel corpo di un uomo nel New Hampshire, interrompendosi solo pochi giorni prima di superare il record storico di durata, stabilito nel 1964 con un rene naturale di scimpanzé, una pratica oggi considerata non etica. Nello stesso periodo, un rene di maiale con sei modifiche genetiche ha funzionato per un tempo simile in una donna in Cina.

Questi risultati superano i precedenti record ottenuti con reni suini ingegnerizzati, tra cui un organo con dieci modifiche genetiche che aveva sostenuto una paziente per circa quattro mesi prima di fallire. In tutti i casi citati da Science, gli organi provenivano da maiali geneticamente modificati e allevati da aziende che puntano allo sviluppo commerciale degli xenotrapianti.

La rivista segnala che, nel corso del 2025, due aziende hanno ottenuto il via libera dalla Food and Drug Administration statunitense per avviare i primi studi clinici formali sugli xenotrapianti, un passaggio considerato essenziale per un’eventuale approvazione regolatoria.

Nonostante i progressi, Science sottolinea che restano aperte diverse criticità. I ricercatori concordano sulla necessità di ulteriori modifiche genetiche per prolungare la sopravvivenza degli organi trapiantati e di farmaci più sicuri ed efficaci per il controllo del rigetto. Sono inoltre allo studio strategie alternative per favorire la tolleranza immunologica, come il trapianto combinato di rene e timo suino, con l’obiettivo di ridurre o eliminare il ricorso all’immunosoppressione cronica.

Secondo la rivista, i risultati del 2025 hanno comunque avvicinato gli xenotrapianti a una fase di sviluppo più solida, dopo decenni caratterizzati da aspettative eccessive e risultati non confermati.

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