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22 Ottobre 2026

Welfare e assistenza, Confprofessioni chiede più servizi domiciliari e tutele per gli autonomi

Al congresso nazionale per i 60 anni della Confederazione, il presidente Natali richiama la necessità di rafforzare i servizi di cura e le protezioni per i liberi professionisti


caregiver

Confprofessioni chiede di rafforzare i servizi domiciliari, le tutele per il lavoro autonomo e gli strumenti di conciliazione tra attività professionale e responsabilità familiari, per rispondere all'invecchiamento della popolazione e all'aumento dei bisogni assistenziali. Le richieste sono emerse a Roma durante il congresso nazionale “Professionisti. Sessant'anni di visione 1966-2026”, organizzato per celebrare il 60° anniversario della Confederazione italiana libere professioni.

L'incontro ha affrontato tre questioni considerate strutturali per il Paese: le disuguaglianze tra generi, generazioni e territori, il cambiamento demografico e la transizione energetica. Tra i temi centrali, il rapporto tra welfare, lavoro autonomo e organizzazione dell'assistenza.

«Come Confprofessioni stiamo rispondendo attraverso il nostro sistema di bilateralità con Cadiprof ed Ebipro, offrendo tutele e un'assistenza sanitaria integrativa estesa anche a chi non ha dipendenti, ma le istituzioni devono attivare subito politiche del tempo e servizi domiciliari estesi a tutto il lavoro autonomo», ha dichiarato Marco Natali, presidente di Confprofessioni.

Il tema dell'assistenza è stato approfondito nel confronto “Chi si prenderà cura di chi”, dedicato alle conseguenze dell'invecchiamento della popolazione e alla necessità di superare un modello fondato prevalentemente sul lavoro familiare non retribuito, svolto soprattutto dalle donne.

«La cura deve diventare una responsabilità condivisa: tra donne e uomini, che devono poter accedere agli stessi strumenti di conciliazione; e tra famiglie, professioni e welfare. Servono studi più strutturati, un rafforzamento dei congedi per chi lavora in proprio e più professionisti della cura», ha affermato Ludovica Zichichi, ricercatrice dell'Osservatorio Confprofessioni.

Nel corso del congresso è stata richiamata anche la necessità di affrontare le disuguaglianze economiche e generazionali. In un videomessaggio, Marina Elvira Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, ha ricordato che gli under 35 rappresentano il 17% del totale dei liberi professionisti, sottolineando l'importanza del ricambio generazionale e della piena attuazione dell'equo compenso.

Un ulteriore elemento riguarda le differenze di reddito tra professionisti e professioniste. Secondo i dati richiamati da Natali, le donne rappresentano il 40% della platea libero-professionale, ma percepiscono redditi pari alla metà di quelli dei colleghi uomini. Il presidente ha collegato questo divario alla necessità di introdurre strumenti concreti di conciliazione tra lavoro e famiglia.

Il congresso ha inoltre affrontato il peso dei costi energetici sugli studi professionali e la necessità di favorire aggregazioni e collaborazione tra professionisti. I lavori sono stati accompagnati dall'inaugurazione della mostra fotografica e documentaria “Le donne della Repubblica. Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell'ANSA”, realizzata in collaborazione con l'agenzia di stampa.

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