Tumore al seno
19 Ottobre 2026Un'indagine di Salute Donna su 2.000 donne evidenzia differenze territoriali nell'accesso alla prevenzione. Cinquanta associazioni chiedono test genetici accessibili e Breast Unit uniformi
.jpg)
Solo il 59% delle donne intervistate ha ricevuto un invito allo screening mammografico, con differenze territoriali che vanno dal 67% al Nord al 30% al Sud. È quanto emerge da un'indagine condotta da Salute Donna Odv su 2.000 donne, presentata il 14 ottobre alla Camera dei deputati, durante una conferenza stampa promossa dall'onorevole Vanessa Cattoi insieme alle 50 associazioni di pazienti del gruppo La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere.
Secondo la rilevazione, la quota di intervistate che dichiara di aver ricevuto l'invito allo screening è del 56% al Centro e del 34% nelle Isole. Tra le donne che hanno ricevuto la comunicazione, il 73% riferisce di aver aderito al programma. Anche in questo caso emergono differenze: l'adesione dichiarata raggiunge l'80% al Nord, il 69% al Centro, il 54% al Sud e il 53% nelle Isole.
Tra le donne che non hanno aderito, il 59% indica come motivo principale l'aver già effettuato autonomamente l'esame in un periodo recente. Il disinteresse esplicito verso lo screening riguarda invece il 3% delle risposte.
I risultati sono stati presentati nell'ambito delle iniziative per l'Ottobre Rosa, con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sulle disuguaglianze nell'accesso alla prevenzione del carcinoma mammario, che in Italia registra circa 59.000 nuove diagnosi ogni anno.
«La prevenzione rappresenta un pilastro fondamentale delle politiche sanitarie e deve essere garantita a tutte le donne, con equità e uniformità, indipendentemente dal territorio di residenza», dichiara Vanessa Cattoi, coordinatrice alla Camera dell'Intergruppo parlamentare Insieme per un impegno contro il cancro.
Per Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna e coordinatrice del gruppo delle associazioni, è necessario rafforzare la capacità del sistema sanitario di raggiungere regolarmente le donne. Tra gli interventi richiesti figurano inviti più efficaci, canali informativi semplici, maggiore flessibilità degli appuntamenti e misure strutturali per ampliare l'accesso alla diagnosi precoce.
Le associazioni hanno individuato quattro priorità: garantire su scala nazionale l'accesso gratuito ai test genetici; estendere i programmi di prevenzione per le donne ad alto rischio, comprese le portatrici di mutazioni BRCA e quelle con elevata densità mammaria; rivedere i criteri dello screening mammografico, valutando anche le fasce d'età precedenti ai 50 anni e successive ai 64; verificare il funzionamento delle Breast Unit e assicurare la presenza di équipe multidisciplinari stabili.
Sul tema dell'organizzazione dell'assistenza, il confronto ha richiamato anche la mozione parlamentare presentata un anno fa a prima firma Cattoi, che impegna il Governo a definire in modo uniforme il modello delle Breast Unit, estendendo l'ambulatorio multidisciplinare alla fase metastatica della malattia.
«Perché la diagnosi precoce si traduca in un beneficio concreto, è essenziale che l'intero percorso, dagli esami di screening alla diagnosi, fino alla cura, sia tempestivo, coordinato e fondato su competenze multidisciplinari», sottolinea Laura Pizzorno, responsabile della Uosd Chirurgia senologica della Asl 1 Abruzzo.
Cattoi ribadisce infine l'impegno dell'Intergruppo parlamentare a proseguire il confronto con istituzioni, associazioni, società scientifiche e professionisti sanitari per rafforzare la prevenzione oncologica, favorire l'accesso appropriato ai test genetici e ridurre le differenze territoriali nella presa in carico.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
19/10/2026
All'evento del Biotecnopolo di Siena, il ministro della Salute richiama il ruolo della ricerca biotecnologica, della biosicurezza e della collaborazione pubblico-privato
19/10/2026
Nel Documento programmatico di Bilancio previsti nuovi finanziamenti per il 2027. Tra le priorità del ministero della Salute figurano personale, liste d'attesa, prevenzione e spesa farmaceutica
19/10/2026
Oltre 1.700 addetti e Bari tra le prime 15 province esportatrici. Cattani: "Ridurre il payback e accelerare l’accesso alle cure per attrarre investimenti"
19/10/2026
Risorse insufficienti a garantire risultati proporzionati, carenze di personale e divari regionali frenano gli interventi. La magistratura contabile chiede più controlli, dati omogenei e...
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)