Spesa sanitaria
15 Ottobre 2026L’analisi IQVIA presentata da Lilly Italia con la supervisione scientifica di UN Women evidenzia differenze nell’accesso ai servizi, nella prevenzione e nella salute mentale

Il 41% delle donne rinuncia alle cure per motivi economici, contro il 30% degli uomini. È uno dei dati che emerge dall’analisi realizzata da IQVIA e presentata a Sesto Fiorentino, in occasione dell’evento "Salute che include. Dalle differenze di genere, nuove prospettive per la salute di tutti", promosso da Lilly Italia con la supervisione scientifica di UN Women. Lo studio mette in evidenza come le differenze di genere incidano sull’accesso alle prestazioni sanitarie, sui comportamenti di prevenzione e sulla gestione del benessere psicofisico. La salute è una priorità per l’84% delle donne e per l’82% degli uomini, ma questa consapevolezza non si traduce sempre nella possibilità di prendersene cura in modo continuativo. Secondo l’analisi, solo il 39% delle donne italiane è in grado di gestire attivamente la propria salute nella quotidianità. A ostacolare la prevenzione e la continuità delle cure sono soprattutto i vincoli economici, i carichi familiari, le difficoltà organizzative e la minore stabilità lavorativa.
Nel complesso, il 32% della popolazione dichiara di aver rinunciato almeno una volta a visite o accertamenti sanitari. Le motivazioni cambiano in base al genere: per le donne prevalgono le difficoltà economiche, mentre tra gli uomini pesano maggiormente i problemi logistici e organizzativi, come i tempi di attesa e le difficoltà di prenotazione. Il divario emerge anche sul fronte delle coperture sanitarie integrative: dispone di un’assicurazione privata o aziendale il 28% delle donne, contro il 40% degli uomini. Una differenza che può incidere sulle opportunità di accesso alle prestazioni e sulla possibilità di ricorrere a percorsi alternativi per ridurre i tempi di attesa. Anche i comportamenti preventivi variano con l’età. Tra le donne under 35, il 73% cerca informazioni sulla salute online, ma solo il 36% effettua esami regolarmente. La quota sale al 54% nella fascia tra 36 e 59 anni e raggiunge il 66% tra le over 60. Il medico rimane il principale riferimento informativo per entrambi i generi, mentre il farmacista mantiene un ruolo significativo. Le donne, inoltre, si rivolgono più spesso a una rete ampia di interlocutori, comprese le associazioni di pazienti, e mostrano una maggiore diffidenza verso i canali digitali, tra cui il web e l’intelligenza artificiale.
Le differenze sono particolarmente evidenti anche sul fronte della salute mentale. Le donne dichiarano livelli di stress e di stati ansioso-depressivi circa doppi rispetto agli uomini. Eppure, nonostante una maggiore apertura verso il supporto psicologico, il 15% riferisce di aver rinunciato a percorsi di sostegno a causa dei costi troppo elevati. Il ricorso allo psicologo cambia sensibilmente tra le generazioni: il 55% delle donne under 35 dichiara di essersi rivolto almeno una volta a un professionista, percentuale che scende al 34% tra le 35-59enni e al 23% tra le over 60. "I dati confermano che le donne dimostrano un’elevata attenzione alla salute e una forte propensione alla prevenzione, ma questa consapevolezza si scontra quotidianamente con ostacoli concreti", ha sottolineato Darya Majidi, presidente di UN Women Italy. Secondo Majidi, le rinunce alle cure fisiche e al sostegno psicologico non sono soltanto il risultato di scelte individuali, ma riflettono la necessità di ripensare servizi, politiche e modelli organizzativi per rispondere ai bisogni delle donne.
Tra gli ambiti di intervento indicati dall’analisi rientra anche quello lavorativo. Le aziende possono contribuire a ridurre le disuguaglianze attraverso coperture sanitarie integrative, screening e iniziative di prevenzione sul posto di lavoro, oltre a strumenti per conciliare attività professionale, genitorialità e assistenza ai familiari. Lilly Italia ha illustrato le iniziative rivolte ai propri dipendenti, tra cui assicurazione sanitaria integrativa, check-up annuali, screening nel campus e attività dedicate alla genitorialità e ai caregiver. "Rendere la salute inclusiva significa partire da casa: garantire coperture sanitarie, promuovere la prevenzione sul luogo di lavoro e sostenere la genitorialità e il caregiving", ha dichiarato Manuela Schumann, Vice President HR & Site Services di Lilly Italy Hub. Per Elias Khalil, presidente e amministratore delegato di Lilly Italy Hub, l’obiettivo richiede un impegno condiviso tra gli attori del sistema sanitario, affinché le soluzioni terapeutiche raggiungano le persone in tempi adeguati e siano accessibili indipendentemente dalle condizioni economiche, sociali e organizzative.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
15/10/2026
Il Cdm ha deliberato la nomina su proposta di Schillaci. Campitiello resta al ministero e passa alla direzione generale dell’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria
15/10/2026
Fondazione Onda chiede percorsi uniformi di diagnosi e prevenzione in tutte le Regioni
15/10/2026
Approvate due delibere sulla governance della Rete oncologica lombarda e sui percorsi territoriali
15/10/2026
Il Report di A.L.I.Ce. Italia Odv evidenzia le disuguaglianze nell'accesso ai percorsi di recupero dopo la stroke unit. Serve un modello organizzativo a rete per garantire il rientro all'autonomia e...
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)