case di comunità
09 Ottobre 2026Il rapporto Anci stima un fabbisogno di 19.500-27mila infermieri e fino a 11.600 operatori sociosanitari e addetti alla riabilitazione per rendere operative le strutture territoriali

Per rendere operative le Case e gli Ospedali di comunità finanziati dal Pnrr servono tra 19.500 e 27mila infermieri aggiuntivi e tra 6.300 e 11.600 operatori sociosanitari e addetti alla riabilitazione. È quanto emerge dal rapporto “Le leve per la crescita. Coesione, competitività e modernizzazione istituzionale oltre la stagione del PNRR”, coordinato da Roberto Garofoli, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e realizzato per l'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) con il contributo di oltre 100 esperti.
Il documento, di oltre 800 pagine, analizza le condizioni necessarie per dare continuità agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per la sanità territoriale, il rapporto richiama il rischio che le nuove strutture non possano esprimere pienamente la propria capacità assistenziale in assenza di personale e di un'organizzazione adeguata.
Al fabbisogno delle Case e degli Ospedali di comunità si aggiunge la carenza di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, stimata nei prossimi anni in circa 28mila unità. Il rapporto segnala inoltre che circa il 42% dei medici di medicina generale è prossimo a lasciare il servizio, con criticità particolarmente rilevanti nel Mezzogiorno.
Il documento richiama anche le differenze territoriali nell'accesso alle prestazioni sanitarie. Otto Regioni su venti non risultano pienamente adempienti nell'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Tra gli esempi riportati figura l'adesione allo screening mammografico, che raggiunge circa nove donne su dieci in Friuli-Venezia Giulia e si ferma a circa due su dieci in Calabria.
Per affrontare queste criticità, il rapporto propone un ripensamento della medicina generale, interventi per garantire i Lea in tutte le Regioni e misure per ridurre le liste d'attesa. Tra queste figurano il contrasto alle prescrizioni inappropriate e il riordino dell'attività extramoenia. Viene inoltre proposta una piattaforma telematica nazionale unica che consenta ai cittadini di consultare i tempi di attesa delle diverse strutture sanitarie.
Sul versante del personale, Anci indica la necessità di incentivi economici e condizioni di lavoro capaci di rendere più attrattivi i profili professionali maggiormente carenti. Tra le proposte compare anche il superamento delle rigidità relative ai tetti di spesa del personale sanitario.
Il rapporto individua inoltre possibili interventi di razionalizzazione della spesa, tra cui una maggiore centralizzazione degli acquisti sanitari, e propone il potenziamento della telemedicina nell'assistenza domiciliare.
Un ulteriore ambito di intervento riguarda l'integrazione tra assistenza sanitaria e sociale. Il documento propone l'istituzione di un responsabile unico del coordinamento dei due ambiti, per evitare che pazienti anziani, cronici o non autosufficienti debbano rivolgersi a sistemi amministrativi separati. Viene inoltre indicata la necessità di inserire il caregiver nella rete dei servizi.
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