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09 Ottobre 2026

Trapianti, Italia seconda tra i grandi Paesi europei per donazione di organi

L'Italia è prima nell'Ue per trapianti di fegato e cuore, ma oltre 8.000 persone restano in attesa


Foto chirurgia trapianto

Nel 2025 l'Italia ha raggiunto 30,9 donatori deceduti per milione di abitanti, collocandosi al secondo posto tra i grandi Paesi europei per tasso di donazione di organi. Il dato, inferiore soltanto a quello della Spagna (53,2), supera quelli di Francia (28,7), Regno Unito (20,7) e Germania (11,7). È quanto emerge dalla Newsletter Transplant 2026, il rapporto internazionale sull'attività di donazione e trapianto curato dal Comitato europeo per organi, tessuti e cellule del Consiglio d'Europa insieme all'Organización Nacional de Trasplantes spagnola.

Il rapporto, diffuso in occasione della Giornata europea per la donazione di organi, tessuti e cellule, in programma dall'8 al 10 ottobre a Pafos, Cipro, raccoglie i dati del 2025 provenienti da 96 Paesi, rappresentativi del 77% della popolazione mondiale.

Secondo i dati comunicati dal Centro nazionale trapianti (CNT), nel 2025 in Italia sono stati accertati 1.827 donatori deceduti. In 1.760 casi è stato effettivamente prelevato almeno un organo successivamente trapiantato.

L'Italia risulta inoltre prima nell'Unione europea per numero assoluto di trapianti di fegato, con 1.753 interventi, e di cuore, con 451. In rapporto alla popolazione, i tassi sono rispettivamente di 29,6 e 7,6 trapianti per milione di abitanti: valori che collocano il Paese al quinto posto mondiale in entrambe le graduatorie. Nel confronto europeo, l'Italia è prima per i trapianti di fegato e seconda per quelli di cuore.

Un contributo crescente proviene dalla donazione dopo accertamento di morte con criteri cardiaci. Nel 2025 i donatori di questa tipologia sono stati 456, pari a un quarto del totale, e in 428 casi hanno consentito almeno un trapianto. Da questi programmi sono stati effettuati, tra gli altri, 394 trapianti di fegato, corrispondenti a 6,7 per milione di abitanti. Nel confronto con Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, l'Italia si colloca al secondo posto dopo la Spagna.

Nei 27 Paesi dell'Unione europea sono stati registrati complessivamente 11.044 donatori deceduti e 32.809 organi trapiantati, tra cui 19.474 reni, 8.179 fegati, 2.455 cuori e 2.155 polmoni. A livello mondiale, i donatori deceduti sono stati 49.169 e i trapianti di organo quasi 184.000, con una crescita complessiva dell'attività del 3,5% rispetto al 2024.

«Il secondo posto tra i grandi Paesi europei per tasso di donazione e il posizionamento mondiale nell'attività di trapianto di fegato e di cuore restituiscono l'immagine di una Rete italiana solida, capace di offrire opportunità di cura attraverso la donazione da persone di tutte le età, anche avanzata, e con i programmi a cuore fermo, sempre nel rispetto di elevati criteri di qualità e sicurezza», commenta Giuseppe Feltrin, direttore generale del Centro nazionale trapianti.

Feltrin richiama tuttavia la necessità di ampliare ulteriormente l'attività: «Le oltre 8mila persone ancora in attesa ci ricordano che dobbiamo continuare ad ampliare le possibilità di donazione, rafforzare l'organizzazione del sistema e insistere nell'informazione dei cittadini».

Il rapporto dedica una sezione anche ai tessuti e alle cellule, sulla base dei dati raccolti attraverso Eurocet, la piattaforma europea gestita dal CNT. Tra gli Stati dell'Ue che hanno comunicato i singoli indicatori, l'Italia è prima per donazioni di cornee, cute, placenta e membrane amniotiche, seconda per i vasi sanguigni e terza per i tessuti muscolo-scheletrici e le valvole cardiache. Per i tessuti oculari sono state registrate 11.642 donazioni, pari a 196,7 per milione di abitanti, il tasso più elevato tra i Paesi Ue che hanno fornito il dato.

In occasione della Giornata europea, la Direzione europea per la qualità dei medicinali e dell'assistenza sanitaria (EDQM) ha inoltre pubblicato la sesta edizione della guida europea sulla qualità e sicurezza di tessuti e cellule per applicazione umana. Il documento, aggiornato al Regolamento Ue 2024/1938 sulle sostanze di origine umana, rafforza il monitoraggio a lungo termine di donatori e riceventi e comprende 52 monografie tecniche, di cui 11 nuove.

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