Global fund
11 Settembre 2025Lo evidenzia l’ultimo rapporto annuale dell’organizzazione internazionale, che sottolinea come, in meno di 25 anni, sia stato possibile ridurre del 63% il tasso di mortalità combinato delle tre malattie e del 42% il tasso di incidenza

Dal 2002 a oggi il Global Fund ha contribuito a salvare 70 milioni di vite nella lotta contro Aids, tubercolosi e malaria. Lo evidenzia l’ultimo rapporto annuale dell’organizzazione internazionale, che sottolinea come, in meno di 25 anni, sia stato possibile ridurre del 63% il tasso di mortalità combinato delle tre malattie e del 42% il tasso di incidenza.
“Questi risultati dimostrano che con i giusti strumenti, partenariati forti e investimenti adeguati è possibile cambiare il corso della sanità globale”, ha dichiarato Peter Sands, direttore esecutivo del Global Fund. Ha però avvertito che l’attuale contesto geopolitico “rapidamente mutevole” non lascia spazio all’autocompiacimento, richiamando la necessità di semplificare la collaborazione con i Paesi e rafforzare i sistemi sanitari nazionali.
Il rapporto segnala un quadro critico: decenni di progressi rischiano di essere compromessi dal calo dei finanziamenti internazionali e dall’interconnessione di crisi globali – sovraindebitamento, conflitti, migrazioni, erosione dei diritti umani – che minacciano la sicurezza sanitaria mondiale.
Determinante sarà l’esito dell’ottavo Replenishment Investment, lanciato nel febbraio 2025 con Sudafrica e Regno Unito come co-responsabili: un successo nel rifinanziamento, avverte il report, consentirebbe di mantenere lo slancio e prevenire nuove ondate epidemiche.
Secondo le stime, con un adeguato sostegno finanziario il partenariato del Global Fund potrebbe salvare fino a 23 milioni di vite tra il 2027 e il 2029, riducendo del 64% la mortalità per Aids, Tbc e malaria entro il 2029, rispetto ai livelli del 2023, e rafforzando i sistemi sanitari per affrontare nuove emergenze.
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