sanità
12 Dicembre 2022 Nel 2022, 5 milioni 571 mila persone sono in condizioni di povertà assoluta e circa il 7% di queste si è trovato in condizioni di povertà sanitaria, cioè ha chiesto aiuto a realtà assistenziali per ricevere gratuitamente farmaci e cure. E se di norma un cittadino ha a disposizione 66,83 euro al mese da spendere in salute, una persona indigente, ha un budget pari a soli 9,9 euro al mese. È quanto emerge dal 10° Rapporto di Banco Farmaceutico
Nel 2022, 5 milioni 571 mila persone (9,4% della popolazione residente) sono in condizioni di povertà assoluta e circa il 7% di queste (pari a 390 mila individui) si è trovato in condizioni di povertà sanitaria, cioè ha chiesto aiuto a realtà assistenziali per ricevere gratuitamente farmaci e cure. E se di norma un cittadino ha a disposizione 66,83 euro al mese da spendere in salute, una persona indigente, ha un budget pari a soli 9,9 euro al mese, sei volte più basso. È quanto emerge dal 10° Rapporto di Banco Farmaceutico “Donare per curare – Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci” realizzato con il contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici e ABOCA da OPSan – Osservatorio sulla Povertà Sanitaria (organo di ricerca di Banco Farmaceutico). I dati sono stati presentati il 12 dicembre 2022 in un convegno promosso da Banco Farmaceutico e AIFA.
Nonostante l’impronta universalistica del nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN), parte consistente della spesa farmaceutica resta a carico dei cittadini. In particolare, nel 2021 (ultimi dati disponibili) il 43,5% (cioè 3,87 miliardi di euro) della spesa farmaceutica è stata pagata dalle famiglie (+6,3% rispetto al 2020), con profonde differenze tra le possibilità di quelle povere e quelle non povere.
Una persona indigente, ha a disposizione un budget per la salute pari a soli 9,9 euro al mese, mentre una persona non povera ha a disposizione sei volte tanto, cioè 66,83 euro mensili. Limitandoci al budget per l’acquisto di farmaci, i poveri hanno a disposizione solo 5,85 euro, mentre i non poveri 26.
Il 60% della spesa sanitaria dei poveri è destinata alla spesa per farmaci a fronte dell’equivalente 38% delle famiglie non povere. Questo perché il SSN non offre alcuna copertura per i farmaci “da banco”, non avendo introdotto distinzioni tra chi è sotto la soglia di povertà e chi è al di sopra.
Le difficoltà economiche toccano anche le famiglie non povere: nel 2021 hanno cercato di ridurre le spese sanitarie (rinunciando o rinviando a visite mediche/accertamenti periodici) complessivamente oltre 4 milioni 768 mila famiglie (10 milioni 899 mila persone), di cui quasi 639 mila (1 milione 884 mila persone) in povertà assoluta. La rinuncia alle cure è stata praticata da 27 famiglie povere su 100 a fronte di 13 famiglie non povere su 100, per un totale di 15 famiglie su 100.
«La povertà sanitaria continua a rappresentare un grave problema per migliaia di famiglie povere, mentre sacrifici e rinunce riguardano sempre più spesso anche quelle non povere. Purtroppo, le condizioni di chi vive in Italia non sono destinate, nell’immediato futuro, a migliorare; questo, a causa di alcuni effetti persistenti della crisi economica derivata dalla pandemia, e della grave situazione internazionale. Speriamo che i dati del nostro Rapporto siano letti con attenzione dalle istituzioni, e che rappresentino per esse uno strumento per comprendere più a fondo i bisogni di chi è in difficoltà e attuare, così, misure e politiche in grado di rispondervi con efficacia», ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus.
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