Intervista
10 Marzo 2025L’intervista alla Ceo di Oncopeptides che racconta il percorso di crescita dell’azienda e la sua visione sull’evoluzione delle cure oncologiche

Innovazione, medicina di precisione e attenzione ai bisogni non soddisfatti dei pazienti oncologici: questi sono i pilastri su cui si fonda la strategia di Oncopeptides, biotech svedese guidata da Sofia Heigis, CEO dell’azienda dal 2020. In un’intervista esclusiva per Sanità33, Heigis ha raccontato il percorso di crescita dell’azienda e la sua visione sull’evoluzione delle cure oncologiche. Heigis, dopo una carriera in una grande azienda pharma, ha scelto di guidare Oncopeptides per essere più vicina ai pazienti e alle decisioni strategiche. “Sono passata a una piccola biotech per poter davvero incidere sulle decisioni e sulla strategia aziendale”, ha dichiarato. L’azienda si concentra su tumori difficili da trattare, con l’obiettivo di sviluppare terapie innovative che migliorino la qualità di vita dei pazienti. Con l’approvazione di un farmaco e una pipeline in espansione, Oncopeptides sta crescendo nel mercato europeo.
L’azienda punta su due piattaforme di ricerca: gli NK Cell Engagers, immunoterapie che sfruttano le cellule natural killer per colpire i tumori, e i Peptide Drug Conjugate (PDC), che permettono una somministrazione più mirata della chemioterapia, garantendo efficacia e tollerabilità nei pazienti avanzati. “Vogliamo offrire trattamenti che permettano ai pazienti di mantenere una buona qualità di vita pur garantendo l’efficacia terapeutica”, ha spiegato Heigis. La medicina di precisione è vista come la chiave per il futuro dell’oncologia, consentendo trattamenti più mirati e personalizzati. Tuttavia, la continua mutazione dei tumori richiede anche terapie complementari per affrontare la resistenza ai farmaci. “Dobbiamo trovare un equilibrio tra terapie altamente mirate e trattamenti capaci di colpire duramente quando necessario”, ha aggiunto.
Sul fronte regolatorio, Heigis ha riconosciuto il lavoro delle autorità come EMA nel favorire l’accesso ai nuovi farmaci, ma ha sottolineato la necessità di un approccio più specifico per ogni tipo di tumore. “Ogni tipo di tumore è diverso e va studiato e valutato in modo specifico per garantire che i pazienti ricevano la migliore terapia possibile”, ha sottolineato. La collaborazione tra aziende biotech, comunità scientifica ed enti regolatori è, secondo la CEO, fondamentale per accelerare l’innovazione. “Solo lavorando insieme possiamo portare rapidamente nuove opzioni terapeutiche ai pazienti”, ha concluso.
Ludovico Baldessin
27/02/2025
13/03/2025
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