Fondo sanitario
08 Ottobre 2026L'assessore lombardo sollecita un'intesa sulla quota premiale da 357,2 milioni

Chiudere rapidamente il confronto sulla quota premiale di 357,2 milioni di euro e perfezionare l'intesa sul riparto del Fondo sanitario nazionale 2026, per consentire alle Regioni di disporre delle risorse previste e programmare le attività sanitarie. È la richiesta avanzata da Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, in una lettera indirizzata alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e agli assessori regionali alla Salute.
La comunicazione è stata inviata anche al presidente lombardo Attilio Fontana e, per conoscenza, ai ministri Orazio Schillaci, Giancarlo Giorgetti e Roberto Calderoli, oltre che al presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga.
Secondo Bertolaso, il mancato perfezionamento dell'intesa incide sulla disponibilità finanziaria e sulla programmazione dei servizi sanitari regionali. Il differenziale di cassa complessivo, sulla base delle valutazioni presentate in Commissione Salute, è quantificato in circa 8,9 miliardi di euro.
«Prolungare ulteriormente il confronto su 357 milioni di euro rischia di mantenere aperta una situazione che incide sulla disponibilità finanziaria e sulla programmazione dell'intero sistema regionale», scrive l'assessore.
Il finanziamento complessivo del Servizio sanitario nazionale per il 2026 ammonta a 142,8 miliardi di euro, con un incremento di 6,3 miliardi rispetto al 2025 (+4,6%). La quota indistinta raggiunge 134,4 miliardi (+2,8%), mentre le risorse vincolate ammontano a circa 4,6 miliardi (+87,2%). La quota premiale rappresenta 357,2 milioni, pari allo 0,25% del Fondo.
Bertolaso sottolinea che, senza il perfezionamento dell'intesa, le erogazioni continuano a essere parametrate al secondo esercizio precedente. Nel 2026, quindi, i servizi sanitari regionali sostengono costi correnti e rinnovi contrattuali e convenzionali con flussi di cassa ancora sostanzialmente riferiti ai livelli del 2024.
Un'ulteriore criticità riguarda i finanziamenti vincolati. Secondo le valutazioni tecniche richiamate nella lettera, circa 1,7 miliardi di euro risultano ancora esposti al rischio di mancata assegnazione o contabilizzazione nell'esercizio. Le risorse riguardano, tra l'altro, aggiornamento delle tariffe ospedaliere e riabilitative, prevenzione, Piano pandemico, medicina penitenziaria, salute mentale, assistenza specialistica e protesica e farmacia dei servizi.
Sulla quota premiale, l'assessore ricorda che i criteri di distribuzione, definiti a partire dall'accordo politico del 2 dicembre 2022, considerano anzianità della popolazione, qualità dell'assistenza, avvicinamento delle quote pro capite e perequazione territoriale.
Bertolaso richiama tuttavia la necessità di mantenere un equilibrio tra solidarietà ed efficienza, osservando che la Lombardia figura tra le Regioni con il maggiore divario negativo di finanziamento sanitario pro capite rispetto alla media nazionale.
«La solidarietà tra i territori deve accompagnarsi alla responsabilità e all'efficienza della gestione delle risorse», afferma.
La richiesta conclusiva è di consolidare una posizione comune delle Regioni e avviare un'interlocuzione tempestiva con i ministeri della Salute e dell'Economia per chiudere il confronto sulla quota premiale, perfezionare il riparto 2026, adeguare i flussi di cassa e completare l'assegnazione dei finanziamenti vincolati.
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