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Liste d'attesa

14 Ottobre 2026

Liste d’attesa, Schillaci: Problema reale. Il ministro difende le risorse per la sanità

Al Question Time alla Camera, il titolare della Salute contesta la lettura dei dati sui tagli e sulla rinuncia alle cure: il Fondo sanitario è cresciuto di 17,5 miliardi dal 2022 al 2026. Annunciati 450 milioni per le assunzioni e 350 milioni per le indennità


schillaci

Le liste d’attesa sono "un problema reale" e per affrontarlo è necessario aumentare l’impegno insieme alle Regioni. Lo ha ribadito il ministro della Salute Orazio Schillaci al Question Time alla Camera del 14 ottobre, intervenendo sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale e sulle difficoltà di accesso alle cure. Il ministro ha difeso le risorse destinate alla sanità, contestando la lettura dei cosiddetti "tagli invisibili" e la stima di 5,8 milioni di persone che rinuncerebbero alle prestazioni sanitarie. "Il nostro Servizio sanitario nazionale è universalistico. Spendiamo meno della media europea, ma garantiamo agli italiani la speranza di vita più alta dell’Unione europea: 84,2 anni", ha dichiarato Schillaci, richiamando anche i risultati italiani in termini di mortalità evitabile.

Rispondendo alle critiche sul finanziamento del Ssn, il ministro ha contestato il dato dei 18,8 miliardi di euro di risorse mancanti. La cifra, ha spiegato, deriva da un confronto ipotetico che mantiene costante il rapporto tra Fondo sanitario e Pil del 2022: non si tratta quindi di risorse effettivamente sottratte alla sanità. Secondo i dati citati da Schillaci, tra il 2022 e il 2026 il Fondo sanitario nazionale è cresciuto di 17,5 miliardi di euro, raggiungendo quasi 143 miliardi. Il ministro ha inoltre invitato a distinguere il finanziamento destinato a coprire il fabbisogno standard per i Livelli essenziali di assistenza dalla spesa sanitaria complessiva, anche per interpretare correttamente il dato di 32,3 miliardi indicato come "buco" della sanità.

Schillaci ha chiesto di chiarire che cosa misuri la stima di 5,8 milioni di persone che rinunciano alle cure. Il dato deriva dall’applicazione all’intera popolazione della percentuale del 9,9% rilevata da un campione Istat basato sull’autopercezione degli intervistati. Per il ministro, non rappresenta una fotografia univoca del fenomeno, perché comprende motivazioni differenti. La precisazione, ha sottolineato, non significa negare le difficoltà di accesso alle prestazioni: le liste d’attesa restano una criticità sulla quale intervenire. Schillaci ha citato anche i dati sulla spesa: nel 2025 quella pubblica è aumentata del 2,7%, mentre la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie è diminuita dell’1%, pari a 434 milioni di euro.

La carenza di personale è un altro tema affrontato durante il Question Time. Schillaci ha ricordato che la legge di Bilancio 2026 ha destinato 450 milioni di euro alle assunzioni e circa 350 milioni alle indennità, oltre alle risorse già vincolate nel Fondo sanitario. "Trattenere i nostri medici, i nostri infermieri è una priorità assoluta che perseguiremo anche nella prossima legge di Bilancio", ha affermato il ministro. Ha inoltre evidenziato il miglioramento dei risultati del monitoraggio dei Lea: le Regioni che raggiungono gli standard assistenziali sono passate da 13 a 18.

Schillaci ha risposto anche sul contenzioso relativo alla fornitura di dispositivi di protezione individuale durante l’emergenza Covid. Nel 2024 il Tribunale di Roma aveva condannato la Presidenza del Consiglio e il Ministero della Salute al pagamento di oltre 203 milioni di euro, oltre agli oneri aggiuntivi. L’accordo transattivo, firmato il 31 ottobre 2025, ha previsto il pagamento di circa 100,2 milioni di euro. Il ministro ha sostenuto che l’intesa fosse legittimamente percorribile alla luce del rischio di soccombenza in giudizio e ha ricordato che la Corte dei conti ha ammesso alla registrazione l’atto relativo all’accordo.

TAG: LISTE ATTESA, ORAZIO SCHILLACI

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