Dazi
07 Aprile 2025La presenza di dazi reciproci tra gli Stati Uniti e l'Europa potrebbe compromettere il progresso scientifico, la collaborazione internazionale e la sostenibilità dei farmaci, con un impatto diretto sul progresso scientifico e la salute pubblica

"La presenza di dazi reciproci tra gli Stati Uniti e l'Europa potrebbe compromettere il progresso scientifico, la collaborazione internazionale e la sostenibilità dei farmaci, con un impatto diretto sul progresso scientifico e la salute pubblica". È quanto ha affermato in una nota Armando Genazzani, presidente della Società Italiana di Farmacologia (Sif). "Se i dazi colpissero il nostro settore, si creerebbero barriere che potrebbero rallentare l'innovazione, aumentare i costi e ridurre l'accesso ai trattamenti per i pazienti, inclusi quelli americani. Questo scenario non gioverebbe a nessuno, né alle imprese né ai sistemi sanitari", ha proseguito Genazzani. "Il motivo per il quale fu deciso, oltre 70 anni fa, di dare un nome di denominazione comune ai farmaci (il famoso Inn o nome generico) era per un accordo tra nazioni di non mettere dazi reciproci su questi prodotti. Tornare indietro è, indipendentemente dall'impatto economico, un assalto alla salute globale", ha proseguito. "La salute è un bene globale e non può essere ostaggio di dispute commerciali", ha concluso il presente Sif.
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