Farmaci
03 Maggio 2024A causa di problemi produttivi e/o di elevata richiesta, i medicinali a base di fluorouracile sul mercato italiano sono attualmente carenti e/o disponibili in quantità ridotta. Lo comunica l'Agenzia italiana del farmaco con una nota
A causa di problemi produttivi e/o di elevata richiesta, i medicinali a base di fluorouracile sul mercato italiano sono attualmente carenti e/o disponibili in quantità ridotta. Lo comunica l'Agenzia italiana del farmaco con una nota sul proprio sito. Le confezioni disponibili - riporta l'Aifa - non saranno in grado di soddisfare le richieste del mercato per i prossimi mesi; l’agenzia è comunque in costante contatto con i titolari delle Autorizzazioni alle immissioni in commercio (Aic) dei medicinali a base di fluorouracile per avere aggiornamenti su eventuali prossime forniture aggiuntive. Considerato che, come riferito dai titolari Aic, parte delle confezioni disponibili è vincolata a obblighi di gare già aggiudicate, si invitano le Regioni e le Province autonome, insieme con le relative strutture sanitarie, a verificare la sussistenza di eventuali gare in essere e le scorte del medicinale e ad accertare presso l'aggiudicatario di gara la capacità di fornitura effettiva del medicinale nei prossimi mesi.
Secondo l'Aiom, Associazione italiana oncologia medica, "il fluorouracile è un farmaco che rientra in numerosi schemi di trattamento per neoplasie dell'apparato gastroenterico, della mammella e del distretto testa-collo - prosegue l'Aifa - La sua carenza, sia pur transitoria, rappresenta un reale problema per la pratica clinica oncologica anche a causa della impossibilità di sostituirlo con altri farmaci per uso parenterale. Per contribuire al superamento della carenza, Aiom invita i clinici a considerare schemi terapeutici alternativi con farmaci orali (capecitabina) per i pazienti che inizieranno un nuovo trattamento nelle prossime settimane, se previsti nelle linee guida disponibili e clinicamente indicati". L'Agenzia del farmaco si è detta comunque disponibile a rilasciare alle strutture sanitarie che ne faranno richiesta l'autorizzazione a importare il farmaco dall'estero.
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