Professioni sanitarie
15 Ottobre 2026La Fno Tsrm e Pstrp segnala l'introduzione di una disposizione che salvaguarda le attribuzioni delle altre professioni sanitarie nel regolamento approvato dal Governo

Il regolamento sulle competenze dei Biologi, approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri, contiene una clausola a tutela delle attribuzioni delle altre professioni sanitarie. A segnalarlo è la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), che aveva chiesto un correttivo insieme alle Federazioni degli Ordini dei Chimici e Fisici, dei Medici e dei Veterinari.
La novità riguarda il nuovo comma 3 dell'articolo 31 del DPR 328/2001, che attribuisce all'elenco delle attività professionali dei Biologi un valore esclusivamente «ricognitivo» delle competenze già previste dalla normativa.
Secondo quanto riferisce la Federazione, le attività devono essere esercitate «dal punto di vista biologico», tenendo conto dell'interdisciplinarità con le altre professioni e ferme restando le attribuzioni professionali stabilite dalla legislazione vigente.
La formulazione, precisa la Fno Tsrm e Pstrp, è coerente con l'impostazione indicata dal Consiglio di Stato, che aveva segnalato il rischio di confusione e contenziosi tra Ordini professionali.
Le competenze interessate
La Federazione richiama in particolare le attività dei Biologi che possono sovrapporsi alle competenze già riconosciute dalla legge ad altre figure sanitarie.
Tra le professioni interessate vengono indicati i Tecnici sanitari di laboratorio biomedico, i Tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro e i Dietisti.
Secondo la Fno Tsrm e Pstrp, la clausola introdotta nel regolamento risponde all'esigenza di evitare sconfinamenti e sovrapposizioni nell'esercizio delle attività professionali.
«La clausola va nella direzione che avevamo indicato. È sulla chiarezza dei ruoli che poggiano la sicurezza delle persone assistite e la qualità delle prestazioni. Ogni professionista sanitario deve poter continuare a fare ciò che la legge gli riconosce, senza zone grigie», afferma Diego Catania, presidente della Fno Tsrm e Pstrp.
La Federazione ribadisce inoltre la necessità di mantenere un confronto tra le professioni sanitarie e le istituzioni nella definizione delle rispettive competenze.
«La strada maestra è il confronto e il dialogo, tra le professioni e le Istituzioni, per costruire insieme regole chiare e condivise, a garanzia della sicurezza e della qualità delle cure», conclude Catania.
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