farmacia ospedaliera
19 Dicembre 2025L’intervista a Barbara Rebesco per Sanità33: “Non stiamo vivendo alcuni cambiamenti, ma un cambiamento di epoca”

“Non stiamo vivendo alcuni cambiamenti, stiamo vivendo un cambiamento di epoca”. Da questa constatazione, che Barbara Rebesco ripete come filo rosso del recente congresso Sifo da lei presieduto a Genova, parte la trasformazione profonda della figura del farmacista ospedaliero. “Siamo la figura chiave che deve garantire l’accesso, il raccordo tra parte amministrativa e clinica”, spiega a Sanità33. Un ruolo che si espande ben oltre la gestione del farmaco, per diventare regia di modelli organizzativi complessi, indispensabili per governare l’innovazione e rispondere ai nuovi bisogni di salute di un Ssn in rapida evoluzione.
Il congresso Sifo ha mostrato la direzione: cronicità crescente, pazienti oncologici che vivono più a lungo, terapie avanzate, radiofarmaci, farmaci per Alzheimer in arrivo. “L’accesso non è più solo decidere chi prescrive e dove, ma garantire tempestività, equità, sostenibilità economica, organizzativa, sociale e ambientale”, sottolinea Rebesco. Da qui la necessità per il farmacista di operare in team con clinici, ingegneri, psicologi, radiologi, Mmg e pazienti, costruendo percorsi sempre più integrati. La digitalizzazione accelera ulteriormente la metamorfosi. Telemedicina, teleconsulti, presa in carico territoriale e aderenza sono ambiti in cui il farmacista ospedaliero collaborerà sempre di più con le farmacie di comunità. L’intelligenza artificiale, se ben addestrata, diventerà leva per fabbisogni, procurement, monitoraggio e sperimentazioni cliniche, fino alla logistica avanzata. “Dobbiamo acquisire nuovi skill e imparare un’interazione sempre più critica con l’IA”, avverte.
Centrale anche il tema dei dati: registri, flussi ministeriali, piattaforme vaccinali, Ufa, dispositivi, prescrizioni. La sfida, dice Rebesco, è renderli interoperabili per costruire una vera real world evidence attorno al paziente. Un lavoro già avviato in Liguria, regione laboratorio per modelli organizzativi capaci di rispondere a un territorio tra i più anziani e complessi d’Italia. Un Ssn che cambia rapidamente richiede, conclude Rebesco, “nuovi paradigmi, nuovi linguaggi, nuove competenze”. E, continua, “il farmacista ospedaliero, sempre più trasversale, sarà una delle figure decisive di questa nuova stagione della sanità”.
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