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28 Novembre 2025Andrea Leonardo di Almaviva illustra funzioni, risultati e applicazioni AI della piattaforma Helios nei progetti in corso in Regioni, ASL e aziende ospedaliere
«La frammentazione dei sistemi informativi è oggi una delle principali criticità di Regioni, ASL e ospedali». Con questa premessa Andrea Leonardo, Director of Healthcare Strategic Market di Almaviva, introduce gli obiettivi di Helios, la piattaforma digitale modulare e nativamente cloud sviluppata per ridurre la dispersione dei dati sanitari.
Un ecosistema unico per superare i silos informativi
«Le organizzazioni sanitarie si trovano a gestire decine di applicativi eterogenei che coprono solo frammenti del percorso di cura», afferma. «Le informazioni restano in molti silos che non comunicano, costringendo i professionisti a ricostruzioni manuali onerose e rischiose per il paziente».
Helios nasce per «creare un ecosistema unico in cui i dati provenienti da sistemi diversi vengono armonizzati attorno a una dorsale informativa comune». Un modello che rende disponibili «informazioni coerenti, non più dati sparsi, e capaci di guidare le decisioni cliniche».
Nei progetti già avviati, Leonardo segnala un risultato concreto: «Le direzioni strategiche possono conoscere in ogni momento quanti fragili sono in trattamento, dove si trovano i casi più critici, qual è l’aderenza ai piani assistenziali o come procedono le cure domiciliari». Una base integrata «accelera anche il rilascio di nuovi servizi digitali, migliorando l’interazione cittadino-SSN».
Interoperabilità semantica, non solo tecnica
«Non basta più parlare di interoperabilità tecnica. Serve interoperabilità semantica», sottolinea. Helios adotta standard come HL7-FHIR e architetture a microservizi per dialogare nativamente con sistemi nuovi e legacy. «Molte aziende sanitarie convivono obbligatoriamente con tecnologie di epoche diverse. Senza un’infrastruttura comune, questi mondi non riescono a parlarsi».
L’effetto per i professionisti è immediato: «Il medico può accedere a un quadro completo del paziente senza aprire decine di applicativi o chiamare altri reparti. L’accesso integrato elimina molte ridondanze diagnostiche, perché l’informazione è già disponibile in forma strutturata».
Le aree cliniche che hanno registrato i benefici maggiori sono «cronicità, oncologia, pronto soccorso e medicina di comunità», ambiti dove l’accesso tempestivo e unitario ai dati «fa la differenza nei percorsi».
Continuità assistenziale e prossimità
Sulla medicina territoriale, Leonardo richiama la trasformazione in atto con il DM 77: «I percorsi di cura non iniziano e non finiscono più in ospedale. Si sviluppano in ambulatori specialistici, case di comunità, domicilio dell’assistito».
Helios è progettata «per accompagnare il cittadino in ogni passaggio, garantendo che tutti gli operatori lavorino sugli stessi dati». Per gli infermieri di comunità significa «monitorare piani assistenziali, parametri vitali e interagire con medici e specialisti in tempo reale».
Per le direzioni strategiche, l’obiettivo è fornire «un monitor informativo unico, utile a decisioni più puntuali su governance e programmazione». Ogni evento clinico viene «ricondotto in un framework comune che restituisce una visione continua della storia del paziente».
Intelligenza artificiale integrata nei processi
L’AI rappresenta uno dei pilastri della piattaforma. «Non volevamo fare esercizi futuristici, ma introdurre l’intelligenza artificiale in modo pragmatico», chiarisce Leonardo. Le prime applicazioni riguardano «l’analisi intelligente dei dati, la capacità di leggere e decifrare informazioni che oggi restano inutilizzate».
Modelli predittivi permettono di «individuare trend, rilevare scostamenti, riconoscere pattern clinici, stimare fabbisogni di risorse e anticipare picchi di domanda». L’obiettivo, ribadisce, «non è sostituire nessuno, tantomeno il medico, ma offrire un supporto misurabile e alleggerire il carico di lavoro».
Il lavoro sull’AI nasce dalla collaborazione con Almawave, società del gruppo Almaviva: «Cerchiamo di generare valore con un forte senso di responsabilità etica, facendo atterrare tecnologie innovative nei processi di assistenza e cura».
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