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14 Luglio 2022

Intelligenza artificiale, Castiglioni (Università Bicocca): il medico non deve averne paura

Il medico non deve avere paura dell’intelligenza artificiale, che gli offre uno strumento di collaborazione. Ne parla a Doctor 33 Isabella Castiglioni Professore ordinario di Fisica Applicata all’ Università di Milano-Bicocca


Intelligenza artificiale, Castiglioni (Università Bicocca): il medico non deve averne paura

Il medico non deve avere paura dell’intelligenza artificiale, che gli offre uno strumento di collaborazione, ma non lo sostituirà, «del resto ci stiamo familiarizzando, opera in un modo che in realtà usiamo già quando parcheggiamo l’auto con manovra assistita». Ne parla a Doctor 33 Isabella Castiglioni Professore ordinario di Fisica Applicata all’ Università di Milano-Bicocca.

«I sistemi di intelligenza artificiale possono aiutare il clinico sotto tre profili. In primo luogo, nell’osservazione dei referti di imaging, compito spesso ripetitivo, nel cercare le minime microlesioni. In secondo luogo, per integrare una grande massa di dati di tipo diverso: noi abbiamo capacità sintesi ma non alte come i calcolatori. Infine, ci aiuta nella medicina predittiva: il clinico può prevedere solo entro certi limiti la progressione di una malattia, le risposte alle terapie, la prognosi». In ogni caso, «i sistemi d’Intelligenza Artificiale vanno considerati di supporto alle decisioni: il medico deve mantenere il controllo dei processi decisionali. Questi sistemi non sono perfetti: da essi dobbiamo aspettarci realisticamente un aiuto nel migliorare il lavoro quotidiano». In Italia ci sono all’orizzonte importanti app per la salute, spiega Castiglioni, ascrivibili a due tipologie: «In primo luogo, a fronte di diagnostiche invasive con cui per specifici problemi si rischia di esaminare i pazienti in modo inadeguato, i sistemi AI possono prevedere tecniche alternative o meno invasive; in secondo luogo, addestrati su grandi moli di dati, possono aiutare ad anticipare diagnosi e a personalizzare terapie, riducendo margini di errore e tempi». Alcune di queste tecnologie sono realtà: cosa impedisce di usarle al meglio? «In Italia c’è in parte una barriera culturale ma la stiamo superando. Dal punto di vista regolatorio ci sono norme in via di definizione a livello europeo per garantire affidabilità ai tool di intelligenza artificiale. Ci sono poi problematiche di affidabilità delle aziende, e persino di confusione su alcune definizioni. Spesso non si ha chiaro cosa si intenda come difetto del prodotto o caduta di performance. Sono temi da definire perché si crei un mercato che offra soluzioni accessibili, capaci di arrivare al letto del paziente».

Parlare di intelligenza artificiale è complicato in anni in cui sembra quasi che i fatti obiettivi siano meno influenti sull’opinione pubblica rispetto a fake news e credenze. «La pandemia è arrivata in un periodo già complesso per la comunicazione, in cui si chiede velocità nelle risposte al pubblico», spiega Castiglioni. «Il mondo scientifico è stato chiamato a rendere partecipe la società di risultati giunti da studi clinici, in primis dai vaccini. Ma la scienza deve verificare i dati prima di condividerli e ha bisogno di risultati confermati nel lungo periodo. La verità c’è, ma la scienza non può rispondere a tutti i problemi e deve verificare sempre con attenzione le informazioni da porgere». Co-fondatrice di una società in ambito sanitario, uno spin off universitario, Castiglioni è stata riconosciuta tra le 50 donne più influenti d’Europa in innovazione e tecnologia, nell’ambito dell’iniziativa “inspiringfifty” lanciata in Olanda dalle imprenditrici digitali Janneke Niessen e Joelle Frijters per contribuire alla diversità di genere nel mondo della tecnologia. «Il riconoscimento europeo mi fa sentire orgogliosa, è un segnale importante per le ragazze. Spero di poter fare da modello, le ragazze dovrebbero affrontare i percorsi di studio universitari senza preconcetti. Tra l’altro, il fatto di possedere abilità “multitasking” può fare la differenza quanto all’utilizzo di approcci metodologici, alla precisione ed all’affidabilità. Al momento, negli insegnamenti su Intelligenza Artificiale e fisica applicata alla medicina, le studentesse in aula non superano il 30%. L’invito è a vivere con passione le discipline STEM, le ragazze hanno le doti per riuscire al pari dei coetanei maschi. E ne hanno per riuscire nel lavoro in ruoli di leadership coniugando vita sociale, famiglia ed impegno professionale». Castiglioni è madre di due figlie, «non lo scrivo nel cv ma nelle biografie sì. Credo che le chiavi per contemperare lavoro e famiglia siano determinazione ed organizzazione».



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