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31 Ottobre 2025

Ai, Matteo Rosso: Non sostituirà mai il medico. La sanità deve tornare umana

Il deputato di Fratelli d’Italia e medico odontoiatra a Sanità33 invita a un uso “etico e laterale” dell’AI: “Bene la tecnologia se libera i medici dalla burocrazia, ma al centro resti sempre la persona”


rosso matteo 7

“L’intelligenza artificiale può essere un aiuto importante per la sanità, ma non deve mai sostituire il medico”. Lo afferma Matteo Rosso, medico odontoiatra, membro della Commissione Affari sociali della Camera e responsabile del Dipartimento nazionale Sanità di Fratelli d’Italia, in un’intervista a Sanità33 in cui richiama con forza il valore dell’umanità nella cura e il ruolo insostituibile del rapporto medico-paziente. “Il medico – spiega Rosso – ha cuore, empatia, sa cogliere la fragilità, la speranza e il dolore di chi soffre. L’intelligenza artificiale può dare suggerimenti, ma non può comprendere la persona. E mi domando – aggiunge – chi risponde civilmente o penalmente se un sistema di AI sbaglia diagnosi o indicazione terapeutica?”. Per il deputato, la tecnologia può rappresentare “un supporto laterale”, utile “solo se aiuta il personale sanitario a liberarsi dagli adempimenti burocratici e a dedicare più tempo all’ascolto e alla relazione con il paziente”.



Rosso richiama una visione di medicina centrata sulla persona, non solo sulla patologia: “Curare non significa soltanto guarire una malattia, ma prendersi cura della persona nella sua totalità – del corpo, della mente e dell’anima – e anche della sua famiglia, che spesso soffre insieme al malato”. Ricorda poi la necessità di “restituire tempo e dignità al medico”, oggi “sovraccaricato da burocrazia e scartoffie”: “Sburocratizziamo la sanità e rimettiamo il professionista nelle condizioni di visitare e parlare con i pazienti, non solo di compilare moduli davanti a un computer”. Nel corso dell’intervista, l’onorevole racconta episodi vissuti negli ospedali italiani, che per lui rappresentano “la necessità di restituire umanità alla sanità”. “Penso a un paziente anziano su una barella che mi chiese solo di restare lì accanto a lui per non sentirsi solo. Anche questo è curare: una bottiglietta d’acqua, una parola gentile, un gesto di vicinanza. Sono attenzioni che valgono quanto una medicina”, osserva.

 

Rosso, che ha recentemente visitato il San Raffaele di Milano insieme al rettore Enrico Gherlone, sottolinea il valore dei modelli di eccellenza formativa e clinica: “Ho visto un campus vivo, con giovani medici e infermieri motivati. Dobbiamo trasmettere ai ragazzi i valori di una medicina fatta di competenza e dedizione. E serve riconoscere il merito: chi lavora di più o si assume carichi maggiori va premiato”. Riconosce inoltre il ruolo di collaborazione tra pubblico e privato “quando serve a potenziare il sistema pubblico e mantenere l’accesso universale alle cure”, ma ribadisce che “la prestazione sanitaria deve restare pubblica e accessibile a tutti, indipendentemente dal reddito”. Per Rosso, la sfida del futuro è costruire “una sanità digitale, efficiente e moderna, ma sempre fondata su valori forti”. “La tecnologia – conclude – deve essere uno strumento al servizio dell’uomo, non il contrario. Solo così potremo garantire una salute che sia davvero umana, equa e solidale”.

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