Intervista
16 Gennaio 2024 Dall’ok della Conferenza Stato-Regioni al Fondo all'Intesa sullo schema di decreto del ministro della Salute di ripartizione del Fondo per l’implementazione del Piano oncologico nazionale all’attuale incremento delle diagnosi di tumore, passando per la complessa gestione delle strutture di oncologia medica italiane. A Sanità33, Luisa Fioretto fa il punto sull’attuale situazione dell’oncologia in Italia
Dall’ok della Conferenza Stato-Regioni al Fondo all'Intesa sullo schema di decreto del ministro della Salute di ripartizione del Fondo per l’implementazione del Piano oncologico nazionale all’attuale incremento delle diagnosi di tumore, passando per la complessa gestione delle strutture di oncologia medica italiane. A Sanità33, Luisa Fioretto, prima donna alla guida del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (Cipomo) e direttore del Dipartimento Oncologico e SOC Oncologia Medica, Azienda USL Toscana Centro, fa il punto sull’attuale situazione dell’oncologia in Italia. «Il via libera al Fondo rappresenta un passo importante – dichiara Fioretto – perché il piano ha un approccio complessivo al pianeta cancro, partendo dalla prevenzione primaria, dalla promozione alla salute, agli aspetti non solo di diagnosi e cura ma fino anche alla riabilitazione, al follow up e al reinserimento delle persone guarite». Un atto importante contenuto nel piano è «la messa a punto di una rete dei registri tumorali regione per regione, con anche il completamento dell'istituzione di un registro tumori nazionali. Questo è molto rilevante per il governo del paese e per andare a valutare le disuguaglianze», evidenzia la presidente Cipomo.
Un'ondata di casi di tumore ha caratterizzato il post-pandemia in Italia. In tre anni, l'incremento è stato infatti di 18.400 diagnosi, secondo l’ultimo rapporto AIOM. A ciò, si aggiunge anche un preoccupante calo dell'adesione agli screening di prevenzione. «Sono dati che hanno una doppia faccia perché, se da un lato abbiamo sicuramente un aumento delle diagnosi di cancro, dall'altra parte abbiamo anche una riduzione della mortalità e un aumento della probabilità di sopravvivenza dei pazienti», chiarisce Fioretto. Allo stesso tempo, la presidente Cipomo puntalizza come quello delle diagnosi sia un dato da tenere ben presente perché «i numeri continueranno ad aumentare nei prossimi vent'anni, con una media – precisa - annuale di incremento dell’1%». Non solo, «a ciò aggiungiamo un altro aspetto di criticità, quello legato al calo delle adesioni ai programmi di screening. Un calo intorno al 3%, molto importante perché sappiamo che il cancro è una patologia tempo dipendente quindi agire prima significa trattamenti meno invasivi e una migliore qualità di vita ma soprattutto anche in termini di risultati di sopravvivenza».
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